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La curiosa partnership Cornet-Michelin

Che legame può esserci tra il tennis e una nota azienda di pneumatici? A ben vedere, le scarpe dei tennisti sono un po' come le gomme delle auto. Lo sanno bene gli ingegneri Michelin, che da 12 anni sono partner di Babolat nella realizzazione della scarpa top dell'azienda francese: le Propulse BPM. La partnership va avanti dal 2003 e le nuove Propulse indossate da Alizè Cornet (testimonial del progetto) sono ispirate ai pneumatici da rally e presentano una mescola unica, oltre a un design del battistrada sviluppato apposta per Babolat. Innovazioni significative riguardano il grip en la resistenza all'abrasione, con conseguente aumento della durata. 

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Nicolas Escudè non è più il coach di Tsonga

Almeno hanno chiuso in bellezza. Dopo circa due anni di lavoro, Nicolas Escudè non più il coach (anzi, il "co-coach") di Jo Wilfried Tsonga. Domenica scorsa Jo si è aggiudicato il torneo ATP di Metz battendo Gilles Simon, poi è arrivato il tweet di Escudè. "Dopo due anni trascorsi insieme a Jo, la mia missione termina qui. Buona fortuna per il futuro. Grandi progetti in arrivo". Fino a diversa indicazione, Tsonga continuerà a lavorare con l'altro coach Thierry Ascione. 39 anni, Escudè si è ritirato nel 2006 ed è stato capitano della Fed Cup francese dal 2009 al 2012. Da giocatore ha colto una semifinale all'Australian Open e nel 2001 è stato decisivo nell'ultimo successo della Francia in Coppa Davis.

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Gulbis rischia di uscire (di nuovo) dai top-100

Piove sul bagnato per Ernests Gulbis. Lo scorso anno ha giocato una stagione straordinaria, centrando addirittura i top-10. Adesso si trova in 81esima posizione e rischia di scendere ancora. A Shenzhen ha perso al primo turno per mano di John Millman, ritirandosi quando era in svantaggio 7-6 2-0. E' stata la sesta sconfitta di fila dai quarti a Montreal, unica settimana dell'anno in cui ha vinto più di un match. In tutto il 2015 ha raccolto appena otto vittorie e dovrebbe  perdere una decina di posizioni. Da qui a fine anno dovrà difendere ulteriori 135 punti: non dovesse farcela, rischia di uscire dai primi 100 e sarebbe clamoroso persino per un tipo particolare come lui. Tra l'altro soffre di un fastidioso problema al polso destro che l'ha obbligato al ritiro, proprio come accaduto allo Us Open. 

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Marcos Baghdatis si lamenta delle palle

Prosegue il momento difficile di Marcos Baghdatis. Il cipriota, ex finalista dell'Australian Open, nonché top-10, ha perso al secondo turno del torneo ATP di San Pietroburgo. Dopo una laboriosa vittoria contro Ernests Gulbis si è arreso in due set a Tommy Robredo. Il cipriota si è lamentato delle condizioni di gioco. "Il problema non era la superficie, bensì le palle. Non è possibile giocare ogni settimana con palle diverse. Capisco che la vicenda vada oltre la competenza dei tornei, ma bisogna trovare una soluzione. Noi giocatori dobbiamo trovare una soluzione: una settimana sono lente, un'altra veloci, poi sono pesanti, infine leggere…". Per rendere l'idea, il cipriota ha fatto un esempio caro ai giornalisti: "E' come se ogni settimana doveste scrivere con una penna diversa". Tuttavia, Marcos ha detto che in questo momento il tennis non è una priorità. "La cosa importante è la felicità. Mi hanno educato così, sono una persona allegra e i miei cari mi apprezzano per questo. Inoltre la famiglia viene prima di tutto: per questo, il tennis occupa il terzo posto nella mia scala di priorità". 

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