L’azzurro ha commentato con i giornalisti le scelte tecnico-tattiche adottate contro Auger-Aliassime; e su Zverev, suo prossimo avversario, avverte: “Sarà molto aggressivo, prevedo un match tostissimo”

Un’altra prestazione perfetta per Jannik Sinner che liquida la pratica Auger-Aliassime per 6-3 6-4 in un’ora e mezza di gioco. L’azzurro inanella la 20esima vittoria in un Masters 1000 (dopo Parigi, Indian Wells e Miami) e raggiunge Federer, Nadal e Djokovic nella rosa dei giocatori ad essere riusciti in tale impresa. Si tratta, inoltre, della 16esima semifinale in un torneo della medesima categoria, la n. 48 in carriera e la quarta in un `1000’ sul rosso. Nel penultimo round affronterà per la 13esima volta Sascha Zverev, con cui Jannik è in vantaggio 8-4 e ha vinto le ultime sette partite.
Un exploit, quello contro Auger-Aliassime, in cui l’altoatesino ha dimostrato grande solidità sotto tutti i punti di vista, in particolare con la smorzata. Ne ha messe a segno ben otto vincenti, scardinando così ancor di più gli schemi del canadese. Oltre ad essere un colpo funzionale al gioco, c’è, da parte di Jan, un particolare piacere nell’utilizzarlo? “Sì e no, è un colpo che toglie equilibrio all’avversario, lo fa avvicinare e così ti dà la possibilità di aprirti il campo ed eseguire altre giocate” ha dichiarato il n. 2 del mondo in conferenza stampa, “la partita di oggi l’ho preparata anche in questo senso e, nel futuro, sarà una soluzione che cercherò di migliorare perché permette di realizzare tante altre giocate. Per me non è ancora un colpo troppo naturale, ci devo lavorare ancora anche se quest’anno funziona molto meglio dell’anno scorso”.
Perché la scelta di piazzare la smorzata quasi sempre sul rovescio bimane dell’avversario, come ha fatto contro il canadese? “Dipende anche su quale palla si decide di giocarla. La smorzata sul rovescio sarà importante nel futuro ma, come ho detto, non mi sento ancora molto sicuro e dovrò lavorare anche su quella di dritto”.
Ora, come detto, lo aspetta Alexander Zverev. Che Sascha si aspetta questa volta? “Mi aspetto grande aggressività da parte sua; servirà molto bene e sarà tostissimo da battere. Devo stare soprattutto attento a quello che devo fare io. A prescindere da come andrà il risultato, ho ricevuto tanti feedback dopo questi incontri e ci sono ancora degli aspetti da migliorare per Roma e Parigi”.
Uno delle qualità maggiori di Sinner è la grande efficacia alla risposta, un aspetto sul quale ci si allena, certo; ma cosa c’è oltre alla tecnica per riuscire ad intercettare così bene i cambi di direzione nella battuta dell’avversario? “Conta molto quello che sente il giocatore”, ha ammesso Sinner, “non si può essere perfetti. Quando prendo una decisione sulla posizione in risposta, vuol dire che sento di fare la cosa giusta. Inoltre, se, ad esempio, colpisco uno smash che poi va lungo, anche se lo sbaglio non ho nulla da rimproverarmi perché vuol dire che, in quel momento, sentivo di tirarlo in quel modo. Tuttavia, per poter fare queste scelte è necessario provarle prima in allenamento”.
Jannik è un grande appassionato di Formula 1 e, oggi, durante il match contro Auger, nel suo box era presente il pilota George Russell. Ce ne sarà un altro nei prossimi giorni? “Non lo so, con George siamo amici da un po’ di tempo. Mi ha fatto piacere sia venuto nel mio box; quando sono andato al Gran Premio anche lui mi aveva invitato. Siamo buoni amici e cerchiamo di supportarci; e poi è sempre utile parlare di certe situazioni con altri sportivi di alto livello”.

