Giornata di prime volte per l’azzurro: primo successo contro il russo e prima vittoria con un doppio bagel: “Una giornata speciale. Sapevo che dovevo mantenere l’energia alta ed essere molto aggressivo”

Foto di Brigitte Grassotti

Doppio 6-0 in 49 minuti per Matteo Berrettini contro un non pervenuto Daniil Medvedev

Una prima volta per entrambi: prima volta in carriera in cui Berrettini batte il russo e, per giunta, con un primo doppio bagel; prima sconfitta per Daniil con lo stesso score. Per ora, il romano è dunque 16-0 in termini di game vinti quest’anno al Principato, se consideriamo i quattro ottenuti con Bautista Agut (poi ritiratosi) e i dodici rifilati a Medvedev. Ma allora, cosa c’è di speciale a Montecarlo da consentirgli una prima volta così vincente? “Non lo so, è sicuramente una giornata speciale perché ho giocato una partita perfetta, nel senso che ho giocato molto bene; allo stesso tempo, sapevo di poter vincere, di poter giocare ad un livello molto alto ma non mi aspettavo di giocare così. Questo sport è particolare, gni tanto succedono delle cose strane. Sono molto orgoglioso di come ho giocato, di come sono entrato in campo e di come ho mantenuto la concentrazione”. 

All’inizio Matteo ha saputo gestire molto bene anche le due palle break a favore dell’avversario: “Il tennis è così. Se avessi subìto il break, forse lui si sarebbe sentito più in fiducia e avrebbe servito un po’ meglio nel game successivo. Ci sono tante cose che possono cambiare però, fin dall’inizio, ho sentito che la palla mi usciva molto bene dalle corde e che lo stavo mettendo in difficoltà. Ho preparato la partita molto bene tatticamente. Poi, certo, un conto è prepararla, un altro è mettere in atto la strategia. Comunque, al di là del risultato, la cosa più bella è che ho giocato bene, mi sono divertito e ho l’opportunità di giocare un altro incontro su questi campi”.

Ma qual era esattamente la tattica considerata da Matteo contro Daniil? “Sapevo che avrei dovuto essere molto aggressivo senza però esagerare, senza lasciargli troppo le redini del gioco; e poi era molto importante la percentuale di prime palle. Inoltre, era fondamentale l’atteggiamento. Volevo mantenere un’energia alta in qualsiasi situazione di punteggio e di difficoltà”. Matteo ha dimostrato grande solidità anche con il back di rovescio: “Lo slice a volte funziona di più e altre meno. Con un giocatore come Medvedev, il quale non ha grande velocità di braccio soprattutto con il dritto, è stata un’arma importante. Però devo dire che il rovescio coperto è stato molto solido e infatti lo ha messo in difficoltà”.

In partita come queste, quando l’avversario è in difficoltà, succede di pensare che, forse, la partita potrebbe girare a suo favore? “L’approccio deve essere sempre fiducioso ma, allo stesso tempo, bisogna avere anche quel grammo di paura che qualcosa possa cambiare e ciò permette di mantenere alta la concentrazione. È fondamentale trovare il giusto equilibrio. Durante il match stavo pensando che, quando giocai contro Daniil la penultima volta, all’ATP Cup, avevo la stessa sensazione che, secondo me, ha avuto lui oggi e cioè quella di non sapere bene come vincere il punto”. 

Agli ottavi di finale, Berrettini sfiderà il vincente dell’incontro tra João Fonseca e Arthur Rinderknech.