Soltanto un game raccolto nel suo primo turno a Indian Wells, e la sensazione di essere lontano dal suo meglio: Arnaldi deve provare a invertire la rotta per non precipitare

Foto di Ray Giubilo

Se il finire della stagione 2025 aveva portato i primi segnali inequivocabili, i primi mesi di questo 2026 hanno trasformato l’ipotesi in una certezza: Matteo Arnaldi è in piena crisi, e occorre invertire la rotta il prima possibile. La sconfitta nel primo turno del Masters 1000 di Indian Wells, arrivata per mano di Mackenzie McDonald con un nettissimo 6-0, 6-1, ha probabilmente certificato qualcosa che era sotto gli occhi di tutti. Il tennista ligure è infatti in un periodo di totale involuzione, con soltanto tre match vinti a partire dallo scorso luglio (contro Schoolkate, Sakamoto e Kovacevic). Naturale conseguenza di questa crisi di risultati è anche un tracollo sul piano del ranking, con Arnaldi che nel live si trova ora alla posizione numero 97, e già al prossimo aggiornamento potrebbe uscire fuori dalla top 100.

Il 2025 è stato probabilmente lo spartiacque di questa fase della carriera, purtroppo in senso negativo. Dopo un 2024 che lo aveva visto imporsi nel circuito ATP e aver raggiunto il suo best ranking alla posizione numero 30, Arnaldi aveva l’obiettivo di confermarsi a quel livello e – perché no – provare ad ambire a qualcosa di più. E probabilmente è proprio in questo passaggio che qualcosa si è rotto. Probabilmente l’aver riscontrato di non essere pronto a puntare ancora più in alto lo ha fatto precipitare, con alcuni segnali che sono piuttosto preoccupanti. Il primo è sul piano del gioco: il ligure si era fatto conoscere per il suo tennis spumeggiante e aggressivo, capace di mettere in difficoltà anche i migliori del circuito. Ad oggi di quel gioco resta poco o nulla, e la sconfitta con McDonald ne è probabilmente la dimostrazione più evidente. Il secondo punto è la mancanza di un cambio passo importante. Lo scorso dicembre è arrivata infatti la separazione dal suo storico coach Alessandro Petrone e la scelta di affidarsi a una figura come Jean-Marcel Bourgault Du Coudray, coach con un’esperienza ventennale nel tour. Solitamente il cambio di coach porta una ventata d’aria fresca per gioco e risultati, ventata che almeno fino a questo momento non sembra esserci stata.

E le brutte notizie per Arnaldi, purtroppo, non sono finite qui. Nelle prossime settimane infatti andranno a scadere i 200 punti ottenuti lo scorso anno a Madrid – dove si spinse fino ai quarti di finale – che sono in pratica un terzo del suo bottino complessivo. Se non dovessero arrivare buoni risultati da qui al torneo spagnolo, la discesa nel ranking potrebbe essere ancora più grave, con tutte le conseguenze del caso. La top 100 è fondamentale per poter accedere ai principali appuntamenti del tour senza dover passare dalle qualificazioni, anche se probabilmente in questo momento un passaggio a livello Challenger potrebbe fare solo che bene. Ritrovare vittorie, fiducia e convinzione potrebbero essere il primo passo per la risalita, per un giocatore che vale molto di più della sua attuale classifica.