Il numero tre del mondo ha risposto in conferenza stampa a una domanda sul complicato rapporto tra Emma Raducanu e i vari coach

Foto di Ray Giubilo

Nel deserto californiano tengono banco le parole di Emma Raducanu. Alla vigilia del suo esordio nel WTA 1000 di Indian Wells, la giocatrice britannica aveva rilasciato un’intervista alla BBC dove aveva parlato di come non fosse contenta delle modalità con cui i diversi coach si sono approcciati a lei nel corso del tempo. “Desidero avere un allenatore che lavori bene ma non voglio più qualcuno che mi dica: si fa così! E io magari non sono d’accordo ma devo uniformarmi. In generale voglio fare riferimento a pochissime persone”. L’ultimo ad aver fatto le spese della filosofia di Raducanu è stato Francisco Roig, assunto la scorsa estate e già salutato dopo gli Australian Open 2026. Ad Indian Wells si sta allenando con Mark Petchey, figura con cui ha collaborato di tanto in tanto e con cui – per sua stessa ammissione – “si trova bene“. La collaborazione tecnica comunque dovrebbe essere a tempo, proprio in virtù della volontà della britannica di seguire il suo istinto.

Sul tema è intervenuto anche Alexander Zverev, che durante la sua ultima conferenza stampa dopo la vittoria su Matteo Berrettini è stato chiamato ad esprimersi al riguardo. “Credo che Emma sia un caso molto speciale. La adoro, davvero, ma il suo caso con gli allenatori è molto diverso dal mio. Io mi alleno con la stessa persona da 28 anni, quindi la situazione è molto differente”. Numeri alla mano, Raducanu ha cambiato ben nove allenatori negli ultimi cinque anni, senza mai riuscire a trovare una continuità sul piano tecnico. Chissà che questo ritorno alle origini non sia la chiave di volta per una carriera che, nonostante lo Slam vinto, stenta davvero a decollare.