La tennista americana non vince da Washington dello scorso anno, e in tanti iniziano a chiedersi se abbia ancora senso assegnarle una wild card a ogni torneo

Nel tennis, come in ogni sport, ci sono alcuni giocatori e giocatrici che appartengono a una categoria differente. Venus Williams ne fa certamente parte, e per quanto dimostrato in tutti gli anni della sua carriera si è certamente guadagnata il diritto di decidere quando appendere la racchetta al chiodo. Non si può mancare di sottolineare un dato, tanto crudele quanto inequivocabile: a Cincinnati è arrivata la quindicesima sconfitta consecutiva in singolare, con la vittoria che manca da Washington dello scorso anno. Un doppio 6-2 subito dalla colombiana Emiliana Arango, giocatrice appena dentro le prime 100 del mondo.
In questa serie di quindici partite, Williams è riuscita a conquistare appena cinque set. Numeri che non possono essere ignorati, soprattutto perché la partecipazione a ogni singolo torneo è vincolata all’assegnazione da parte dei tornei di una wild card. Venus è infatti al momento numero 615 a livello WTA, e non avrebbe quindi classifica per partecipare a nessuno dei tornei del tour. Se è vero che gli organizzatori dei tornei – soprattutto quelli minori – hanno tutto l’interesse nel vedere l’americana ai nastri di partenza, è altrettanto vero che dopo una serie così lunga di sconfitte viene da chiedersi se ha ancora senso destinare quasi “d’ufficio” una wild card a Venus.
Solitamente, gli inviti dell’organizzazione sono rivolti a giocatori di prospettiva e che devono ancora emergere o a chi – dopo un lungo stop – desidera tornare ad alti livelli. Nessuno si offenderà se si afferma che Venus, purtroppo, non appartiene a nessuna delle due categorie. E chissà che da questo non si possa andare a ripensare i criteri minimi di assegnazione delle wild card. Se è vero che il regolamento della WTA stabilisce un numero massimo di assegnazione – con le dovute eccezioni – non viene mai considerato il merito sportivo, mentre si potrebbe fissare una soglia massima di tornei entro cui ottenere almeno una vittoria, al fine di continuare a ottenere una wild card. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane, con US Open che è ormai alle porte.

