Il giovanissimo spagnolo ha lasciato tutti a bocca aperta negli ultimi mesi, scalando il ranking in modo repentino e mostrando lampi da predestinato

Rafael Jodar sta crescendo ad una velocità impressionante e sembra avere tutti i crismi per diventare uno dei volti simbolo del nostro sport. Basti pensare che il giovanissimo spagnolo ha già raggiunto la Top 15 del ranking ATP grazie alla finale a Washington, dove è stato sconfitto dal più esperto Taylor Fritz. I suoi risultati negli ultimi mesi hanno superato qualsiasi aspettativa e i tifosi iberici si sono potuto parzialmente consolare, vista la prolungata assenza di Carlos Alcaraz a causa del ben noto infortunio al polso.
Intervistato durante la trasmissione ‘El Larguero‘, in onda su ‘Cadena SER‘, il capitano spagnolo di Coppa Davis David Ferrer ha analizzato l’impressionante ascesa di Rafa: “Noi che conosciamo le dinamiche dall’interno eravamo consapevoli del potenziale di questo ragazzo, ma bisogna ammettere che ha fatto qualcosa di straordinario negli ultimi mesi. Ha scalato il ranking in modo repentino battendo giocatori di altissimo livello. Rappresenta il futuro del tennis spagnolo insieme ad Alcaraz.” Ricordiamo che le Furie Rosse saranno impegnate contro il Cile nella sfida valida per ottenere un posto alle Davis Cup Finals di Bologna.
‘Ferru’ ha proseguito: “Carlitos è già una stella affermata, mentre Rafa è solo all’inizio del suo percorso. Sta gettando le basi per quella che si prospetta come una grande carriera. Affronta ogni match senza alcun timore reverenziale e non si fa condizionare dalla pressione, nemmeno quando gioca negli stati più grandi del mondo. Ci sono sicuramente delle analogie tra lui e Rafa Nadal o Carlos Alcaraz quando erano giovanissimi. Non soffrono il peso del palcoscenico, il che è raro quando si hanno 19-20 anni. Nadal, Alcaraz e Jodar hanno avuto la capacità di infrangere subito certe barriere mentali e siamo tutti entusiasti di osservare da vicino la sua crescita.” Il madrileno debutterà stasera nel Masters 1000 di Montreal contro il francese Corentin Moutet.

