L’ex campione scozzese ha avuto una carriera davvero eccezionale, ritagliandosi un ruolo di primissimo piano nonostante una concorrenza pazzesca

Foto di Ray Giubilo

Andy Murray è riuscito a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nel circuito maschile in un’epoca dominata da tre titani. Dover competere con Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic avrebbe scoraggiato chiunque, invece lo scozzese ha dimostrato una resilienza fuori dal comune ottenendo risultati a dir poco straordinari. Oltre ad essersi aggiudicato ben tre titoli del Grande Slam, il nativo di Dunblane ha raggiunto la vetta del ranking ATP nel 2016 in quello che è stato l’anno migliore di tutta la sua carriera.

All’interno di un approfondimento dedicato all’ex numero 1 ATP, Andy ha spiegato quanto sia difficile arrivare in cima: “Raggiungere la prima posizione del ranking mondiale significa lavorare duro per 52 settimane, soprattutto quando sei circondato da leggende di quel calibro (i Big 3). Ritengo che sia molto più difficile diventare numero 1 che vincere un titolo del Grande Slam.”

Murray ha vinto il suo primo Major agli US Open nel 2012, ma ha trovato la sua definitiva consacrazione l’anno successivo trionfando finalmente a Wimbledon. “Se non avessi vinto i Championships, dal punto di vista dell’opinione pubblica britannica la mia carriera sarebbe stata reputata fallimentare. La sensazione più immediata che ho provato è stata di sollievo. Non sarebbe stato bello trascorrere il resto della mia carriera chiedendomi come sarebbe potuta andare o cosa avrei potuto fare di diverso” – ha confessato lo scozzese.

Dopo aver concluso la sua carriera alle Olimpiadi di Parigi 2024, Murray ha accettato di diventare il coach di Nole Djokovic all’inizio del 2025. Il loro sodalizio non ha sortito i risultati sperati ed è finito prima del previsto, ma ha consentito a Andy di capire su cosa doveva lavorare per diventare un buon coach. L’ex numero 1 del mondo sembra intenzionato a continuare su questa strada ed è stato al fianco di Jack Draper durante la stagione sull’erba.