Ogni quattro anni il Mondiale di calcio si sovrappone a Wimbledon e il tennis non ne rimane indifferente

Foto di Ray Giubilo

WIMBLEDON – Ogni quattro anni il Mondiale di calcio “interferisce” con i Championships a Wimbledon. L’eccezione è stata quattro anni fa quando il football si è spostato a fine anno, causa temperature folli in Qatar. Quest’anno, il problema è alleggerito dal fuso orario, che fa sì che la maggior parte delle partite della World Cup non si sovrappongano a quelle sull’erba di Wimbledon.
La concomitanza delle due manifestazioni è da sempre accolta con un certo senso di superiorità e malcelato fastidio all’All England Club. La popolarità del calcio è un fatto indubitabile (anche se il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, da qualche tempo sostiene che il sorpasso, almeno in Italia, è in arrivo e inevitabile). In Inghilterra, patria del football, dove a ogni competizione si spera sempre che sia “coming home”, che torni a casa con un trofeo, come intonano i canti dei tifosi, la cosa è forse ancor più sentita che altrove. Tanto che un po’ di anni fa, in un’inattesa apertura, l’ala “modernista” dell’All England Club aveva deciso di far trasmettere alcune partite dei Mondiali sul grande schermo della Henman Hill, dove sono accampati gli appassionati che non hanno un biglietto per i campi principali.
Poi però, un po’ il rumore dei tifosi sulla collina ogni volta che c’era un gol disturbava l’azione tennistica sui campi vicini, un po’ lo spirito di conservazione della tradizione del Club prevalse. “Chi viene a Wimbledon lo fa per vedere il tennis. Chi vuol vedere il football lo faccia dal divano di casa. O dal pub”, fu pressappoco il ragionamento. Un modo come un altro anche per ribadire la superiorità dei Chanpionships sul calcio (o qualsiasi altra manifestazione sportiva).
Quest’anno, come si diceva, i fusi orari diversi hanno risolto in gran parte il problema, che peraltro all’All England Club ritengono sostanzialmente archiviato. Anche negli anni dei Mondiali, infatti, raramente, il leggendario torneo londinese subisce cali di pubblico. C’è però da tenere in conto anche la audience televisiva (i diritti tv sono oggi una fonte di introiti più importanti per Wimbledon, come per tutte le competizioni, della vendita dei biglietti ai “botteghini”). E qui si inserisce la vicenda, non del tutto spiegata, dell’ordine delle due semifinali maschili. Sinner e Djokovic hanno giocato i quarti di finale martedì, Zverev e Fery mercoledì. Logica avrebbe voluto che giocassero la loro semi i primi due e dopo gli altri due. Si è detto che l’ordine è stato invertito per consentire a Djokovic di recuperare dalla battaglia di oltre 5 ore con Auger-Aliassime e a Sinner di evitare un replay del crollo del Roland Garros nelle ore più calde. È anche possibile però che la scelta sia stata fatta per evitare una possibile sovrapposizione, anche parziale, della trasmissione sulla BBC della partita di Fery, che si presume in Gran Bretagna abbia una audience più alta, con l’incontro dei Mondiali Spagna-Belgio, con inizio alle 20, ora locale. Una spiegazione ufficiale non c’è stata, ma forse la verità è che i Mondiali di calcio sono difficili da ignorare del tutto. Anche per Wimbledon.