La tennista azzurra torna ai Quarti di finale e vive nuovamente il torneo Slam da protagonista.

Foto di Ray Giubilo

WIMBLEDON – Jasmine Paolini è nei quarti di finale a Wimbledon e quel che l’ha colpita di più è…Roger Federer. “Avevo saputo che sarebbe stato presente. Poi ho alzato lo sguardo e l’ho visto nel Royal Box. Roger è il mio idolo. Guardavo in tv tutte le sue finali e le sue vittorie su questo campo. Cercavo di non pensarci troppo, ma insomma uno vuol fare bella figura”, ha detto la tennista toscana, prima sul Centre Court, quasi imbarazzata, e poi lo ha ripetuto in conferenza stampa. Quando lo ha citato nell’intervista di fine partita, Sua Maestà Roger ha sorriso e non ha potuto fare a meno di un saluto, come fanno, appunto, i reali quando le folle li acclamano.

La giornata fra i famosi di Jasmine ha fatto quasi passare in secondo piano quel che è successo sul campo. “Ho incontrato anche Kimi Antonelli. È stato piacevole. Da quando c’è lui, mi sono messa anche a seguire la formula 1. Mi è sembrato un ragazzo simpatico, alla mano”. Insomma, Jasmine nel paese delle meraviglie: “Sono in un posto speciale, con un’atmosfera fantastica”. Un posto che peraltro lei ha già frequentato con la sua finale qui a Wimbledon nel 2024 (subito quella del Roland Garros), ma che sembrava perduto irrimediabilmente in un’annata storta. E persino l’avvio dei Championship era stato negativo, con quello 0-6 contro Robin Montgomery. “Dopo quel primo set del primo turno mi sono detta: da qui posso solo migliorare”, dice sfoggiando il suo classico sorriso.

“Dopo, ho pensato solo a giocare punto su punto, a godermi il fatto di giocare a tennis. Partita dopo partita, sto migliorando, ho più fiducia in me stessa. Certo, quando si vince è più facile, ti dà più energia. Devo mantenere questo atteggiamento per il resto della stagione. Così spero di poter tornare fra le Top10. Se credo in me stessa penso che avrò le mie chances. Adesso però devo concentrarmi su Wimbledon”, sostiene.
L’ottavo di finale contro Alex Eala è stata difficile, afferma, perché la filippina è un avversario ostico soprattutto sull’erba. E ha spiegato il rebus del quale Iga Swiatek nel turno precedente non era venuta a capo: il servizio “troppo lento” della Eala. “Lo sapevo – dice Paolini – la seconda la tira non fortissimo, ma la palla gira molto, soprattutto sul dritto. È mancina, mette un sacco di slice. Sapevo di non dover stare troppo indietro, a volta però in campo non è facile fare quello che si è preparato. All’ultimo game sul suo servizio, ho cercato di solo di stare compatta, stare bassa e spingere la palla. Ha funzionato”.

Intanto, Jasmine guarda già al prossimo turno, contro l’ucraina Marta Kostyuk, che da metà aprile ha perso un solo incontro, la semifinale del Roland Garros. “E’ molto aggressiva e si muove molto bene – spiega Paolini – è molto atletica e arriva su tutte le palle. Se mette i piedi dentro al campo è pericolosa. Sarà un match tosto. Del resto, nei quarti di finale qui ti aspetti questo tipo di incontri. Marta è molto in forma, ma la partita comunque sarà da giocare”.