Con quattro match in meno disputati, Sinner ha già superato il numero ace messi a referto nell’edizione 2025

In più di un’occasione si è sentito dire a Jannik Sinner, in occasione delle diverse conferenze stampa, di lavorare su piccoli dettagli. Non una frase di circostanza, ma una ricerca continua e maniacale, per cercare di ottenere il massimo da ogni colpo. E nel cammino che l’altoatesino sta realizzando in questa stagione a Wimbledon, si può ben notare come una parte importante di questo lavoro si sia concentrato su uno dei fondamentali di questo sport, il servizio. Il primo dato che salta all’occhio è il numero di ace messi a segno: con solo tre incontri disputati nel 2026, Sinner ha già messo a referto un numero di ace superiore all’edizione numero 2025 (66 contro 65).
Il dato però deve essere contestualizzato, soprattutto rispetto al cammino che Sinner ha avuto lo scorso anno ai Championships. Nell’edizione 2025 l’altoatesino aveva affrontato nei primi tre turni Luca Nardi, Alexander Vukic e Pedro Martinez. Nessun set perso, e soltanto 37 turni di battuta da affrontare contro i 66 di questa edizione (dove ha perso due set, all’esordio contro Kecmanovic). Guardando a tutti e sette i match che Jannik vinse lo scorso anno, ha impiegato 99 turni di battuta per mettere a segno 65 ace, mentre nel 2026 ha superato di uno il dato degli ace nonostante 33 game in meno giocati al servizio.
C’è inoltre un dato che emerge da questa analisi, restando unicamente su quanto fatto quest’anno. Con 66 ace in altrettanti turni di battuta, Sinner ha una media di 1 ace per ogni game giocato al servizio. In parole povere, è come partire sempre avanti 15-0, un dato che soprattutto su questi campi può essere la vera arma in più.

