Wimbledon ha deciso di aumentare il suo montepremi del 20% rispetto alla passata edizione, ma non è bastato a porre fine alla protesta dei giocatori

Wimbledon ha deciso di aumentare il suo montepremi del 20% rispetto alla passata edizione, ma non è bastato a porre fine alla protesta dei giocatori. Questa mattina è infatti giunta la notizia che i top players – inclusi gli attuali numeri 1 del mondo Jannik Sinner e Aryna Sabalenka – non si intratterranno per più di 15 minuti con i media durante tutta la prima settimana dei Championships. Questa forma di protesta era già stata attuata durante il Roland Garros, ma aveva trovato applicazione soltanto il venerdì e il sabato prima dell’inizio del torneo, invece a Londra riguarderà l’intera settimana inaugurale.
Il prize money di questa edizione di Wimbledon ammonta a ben 64.2 milioni di sterline (più di 74 milioni di euro), ma si tratta soltanto del 15.2% dei ricavi dichiarati dal torneo l’anno passato. C’è ancora un margine di quasi il 7% rispetto alle richieste dei tennisti, ecco perché la loro protesta è destinata a continuare. Non poteva mancare un commento da parte dell’All England Club tramite un portavoce: “Siamo sorpresi e delusi da questa iniziativa. Abbiamo sempre messo i giocatori al centro delle nostre decisioni e il montepremi è aumentato del 20% quest’anno, il più grande incremento nella storia del torneo.”
L’invettiva prosegue: “A ciò si deve aggiungere l’enorme investimento che è stato fatto per migliorare le strutture dedicate ai giocatori stessi, nell’ambito di un progetto triennale di trasformazione volto a creare un ambiente di preparazione e prestazione sportiva di livello globale.” Wimbledon 2026 prenderà ufficialmente il via lunedì 29 giugno, mentre la cerimonia del sorteggio si terrà domani mattina. Sinner e Sabalenka sono i due grandi favoriti della vigilia, ma non mancano gli spunti di interesse in entrambi i tabelloni. Fra questi c’è il sensazionale ritorno di Serena Williams, che ha ricevuto una wild card dagli organizzatori sia per il singolare che per il doppio.

