Un match folle vinto dal tennista ligure, che conquista così i primi quarti di finale Slam della sua carriera

Se troppo spesso è un termine che viene abusato, la vittoria che Matteo Arnaldi si è preso su Frances Tiafoe non può che essere definita epica! Quando ormai sembrava essere a un passo dalla sconfitta, il tennista ligure chiude un match senza senso con il punteggio di 7-6, 6-7, 3-6, 7-6, 6-4 dopo cinque ore e venti di pura lotta. Una partita che per i primi due set non è stata spettacolare e ha fatto vedere più errori che vincenti, con la qualità di gioco che è salita soltanto nelle fasi conclusive dell’incontro. Per Arnaldi si tratta del primo quarto di finale Slam della carriera, risultato che arriva dopo settimane di buone sensazioni, e ora sulla sua strada si para davanti il connazionale e suo omonimo, Matteo Berrettini.
Arnaldi prova a scappare via, Tiafoe insegue e lo riprende. Questa è la logica che fa da sfondo al primo parziale dell’ultimo ottavo di finale in programma a Parigi, e la buona notizia è che alla fine ad avere la meglio è proprio il tennista ligure. Due volte in vantaggio di un break, Arnaldi si è fatto riprendere anche sul 5-4 prima di finire al tie-break, sintesi perfetta della testi e antitesi andata in scena fino a quel momento: l’azzurro infatti per due volte si trova avanti di un mini-break ma in entrambi i casi si fa recuperare, ma sotto 5-6 Tiafoe scaraventa in rete il suo rovescio e consegna il primo parziale a Matteo.
Nel secondo set l’americano vuole provare a invertire una tendenza non positiva per lui, e così nel quinto gioco realizza il break che lo porta sul 3-2 e servizio: uno scambio lungo termina con il dritto in cross di Arnaldi largo in corridoio, per il terzo break realizzato da Tiafoe nel match. Il primo parziale ha però insegnato agli spettatori del Lenglen che non è finita finché non è finita, e così ecco che dopo una serie di break e contro break, Arnaldi strappa nuovamente il servizio all’americano e si riporta incredibilmente sul 5-5. La sensazione dopo oltre due ore di gioco è che vincerà l’incontro non chi gioca meglio ma chi sbaglia di meno, considerando anche i 66 non forzati commessi dai due fino a questo momento. Il tie-break che conclude il parziale non può essere da meno in quanto a emozioni e colpi di scena: Arnaldi era avanti 4-3 con un mini-break di vantaggio, ma ha conquistato solamente uno dei cinque successi punti e così Tiafoe riesce alla fine a ritrovarsi un set pari.
Dopo due set in totale equilibrio, ecco che all’improvviso a inizio terzo set il match cambia completamente volto e Tiafoe prende per la prima volta in mano le redini dell’incontro. Nei fatti è soltanto un break a determinare il parziale in favore l’americano, ma le 0 occasioni di break in favore del ligure fanno capire come non ci sia più quella tensione nervosa dei primi due set, e questo favorisce il gioco del giocatore a stelle e strisce che chiude così 6-3 in appena mezz’ora.
C’è probabilmente una fotografia che Arnaldi potrebbe stampare e appendere nello spogliatoio: Tiafoe avanti 4-1, 40-15 e due possibilità di andare a un solo game dalla vittoria. È proprio in questo momento che qualcosa si accende nella testa – e nel cuore – del tennista ligure, che decide che non è ancora finita. L’americano non di rado è solito concedere qualche passaggio a vuoto, e così ecco che nel momento più importante del match, la storia cambia di nuovo. Tiafoe va a servire per il match sul 5-4 e si porta sul 30-0, ma Arnaldi mette insieme un paio di risposte di prima intenzione e alla seconda palla break del game infila una risposta di puro istinto di rovescio che vale il break, 5-5. Due game piuttosto interlocutori traghettano i due giocatori al tie-break, con stati d’animo diametralmente opposti. L’americano sul secondo punto commette doppio fallo e consente a Matteo di partire avanti, e sul punto successivo un rovescio senza senso termina di un niente in campo per il 3-0. Pur perdendo uno dei due mini-break di vantaggio, Arnaldi con il coltello tra i denti si porta sul 6-3 e tre set point: così come accaduto in apertura, Tiafoe commette doppio fallo e cede il set. Dopo 4 ore e 20 minuti, si va al quinto set.
Neanche il tempo di iniziare, ed ecco che nel terzo game arrivano due palle break per l’azzurro: se sulla prima arriva un rovescio lungo linea che termina in rete, sulla seconda è Tiafoe a prendersi il punto con un vincente di dritto. Il pericolo però è soltanto rimandato di un paio di game, perché nel successivo turno di battuta Arnaldi giocare un game perfetto con 3 vincenti e realizza il break, 3-2. Incredibile come l’azzurro sia riuscito a trovare delle energie che sembravano essere finite a metà del quarto set, mentre ora è il giocatore a stelle e strisce ad accusare il colpo, stavolta anche sul piano mentale. Anche Arnaldi deve però fare i conti con qualche difficoltà al servizio, e questo unito ad alcune buone risposte da parte di Tiafoe portano al contro break in favore dell’americano, 4-4. E quando a Parigi è quasi l’una di notte e dopo oltre cinque ore di autentica battaglia, ecco che Matteo Arnaldi ha ancora le energie per inventare qualcosa: l’azzurro si porta sullo 0-40 e con un meraviglioso rovescio in cross manda fuori giri l’avversario che vale il break. A quasi un’ora di distanza da quando era Tiafoe a servire per il match, ora Matteo si trova nella stessa posizione, e dopo aver annullato l’ennesima palla break chiude al terzo match point con la prima vincente.

