Il numero 1 del mondo ha salutato il Roland Garros già al secondo turno, complice un malessere che lo ha svuotato ad un passo dalla vittoria contro Juan Manuel Cerundolo

Foto di Ray Giubilo

Era il 2 maggio del corrente anno, allorché, sfidando  le ire della tifoseria color carota, mi ero permesso di affermare che ‘per Sinner sarebbe stato meglio saltare Madrid’. Null’altro che una riflessione da modesto pennaiolo con trascorsi da coach di media levatura. Non una critica, dunque, ma una semplice constatazione circa le energie fisiche e mentali spese, una in fila all’altra, dal n.1 del mondo, fatiche che prima o poi avrebbero potuto presentare il conto. Eppure: apriti cielo! A margine dell’articolo ero stato bersagliato da commenti duri, a tratti poco educati. E pensare che l’affermazione giungeva in tempi non sospetti e fuori da facili entusiasmi, visto che l’indomani l’atesino avrebbe giocato e vinto la finale nella Caja Magica della capitale spagnola.

Naturalmente non ho rivincite da riscattare. Semmai approfitterei dell’ occasione da per dire che il diagramma di un grande campione non si muove in eterna salita ma qualche volta prende respiro con un passo di lato. Basterebbe questo per capire che una striscia vincente, anche straordinaria come quella del nostro connazionale, ha un principio e una fine. È fisiologico! Ieri sul 6/3 6/2 5/1 per lui, Sinner aveva dato fondo alla bottiglia e non ne aveva più. Poteva accadere il turno successivo o quello dopo ancora, ma la stanchezza del n.1 era nell’aria e la sconfitta ci sta tutta

Quello che ci azzecca meno, invece, è fare del buon Jannik una vittima del sistema, contestando l’orario di gioco troppo caldo o peggio ancora fare di una valente giudice di sedia una portatrice sana di iella, concentrata sul nostro portabandiera. Per fortuna che la saggezza del diretto interessato è tale da rimettere ogni volta ordine in ciò che intorno a lui si dice. Appuntamento sull’erba di Wimbledon,  dunque, dove certamente ritroveremo il sinner si sempre con una bottiglia piena di fresche energie. Per quanto ne so, torno a ripetere che Jannik Sinner da San Candido il torneo di Madrid doveva saltarlo.