Il numero uno al mondo ha commentato in conferenza stampa l’amara sconfitta arrivata oggi


Photo © Ray Giubilo

«Non sono un robot, nessuno sbaglia mai. Oggi è andata così, ma ci sono ancora tanti italiani in tabellone che spero facciano bene, poi io tornerò per Wimbledon». Dispiaciuto, perché sarebbe disumano non esserlo. Deluso,. Ma non disperato. Jannik Sinner arriva in conferenza stampa un’oretta dopo il crollo (inspiegabile?) contro Juan Manuel Cerundolo, e non ha molte ragioni da offrire per la grande sorpresa del torneo, e forse dell’anno. Per cercare di capire cosa lo ha trascinato in fondo velocissimamente, da un vantaggio che pareva definitivo, 6-2 6-3 5-1, all’esclusione dallo Slam che rappresentava per lui l’obiettivo della stagione, l’ultimo che manca alla sua collezione.

«Mi sono sentito disorientato, con poca energia. Ho provato ad andare avanti, il quarto set lo ho lasciato andare, nel V mi sentivo un po’ meglio, ma sempre l’energia restava bassa». Una giornata storta, iniziata al risveglio. «Quando mi sono alzato subito ho sentito che c’era qualcosa che non andava bene. Non ho dormito bene (una frase che disse anche all’epoca della sconfitta con Medvedev in semifinale a Wimbledon) e in genere in uno slam capitano sempre un paio difgiorni in cui non sei al massimo. Mi è capitato altre volte, solo che in questa occasione non sono riuscito a tirarmi fuori».

Fatto sta che incimapi del genere gli sono già capitati: in Australia con Spizzirri, agli Us Open con Khachanov, a Wimbledon con Medvedev, a Shanghai e prima ancora a Cincinnati con Alcaraz. Il caldo sembra essere il minimo comune denominatore, Jannik però tende a dare la colpa ad un insieme di fattori. «Oggi era caldo, ma non caldissimo, non terribile. Un elemento scatenante? No, anche oggi era una cosa diversa. Dopo la doccia e il riscaldamento mi ero sentito meglio, poi mi è arrivata la ‘botta. E non sono riuscito a trovare una via di uscita, cosa che non mi capita spesso».

L’obiettivo si sposta sul verde: «Dovrò fare ovviamente accertamenti, parlare con il team. MI servirà qualche giorno per riprendermi sia mentalmente sia fisicamente». Mai scoraggiarsi troppo, è la ricetta di casa, guardare sempre avanti e ricavare il meglio da tutto: «Ho vinto tre titoli sulla terra battuta, posso essere soddisfatto. Ora l’obiettivo diventa Wimbledon, ma prima non giocherò altri tornei».
La sconfitta dopo la maratona dello sc orso anno, e quella disamante di oggi. «No, non posso paragonarle, sono due cose diverse». Unite solo dalla maledizione di questo torneo.