Il 19enne palermitano viene affossato da 42 errori gratuiti nel match contro de Jong, dando la sensazione di non aver recuperato dalle fatiche dei giorni precedenti

Una versione di Federico Cinà decisamente appannata e sottotono quella ammirata oggi al Roland Garros. Il 19enne azzurro aveva la chance di approdare al terzo turno dello Slam parigino, visto che Jesper de Jong non rappresentava di certo un ostacolo insormontabile, ma la stanchezza ha impedito al giovane azzurro di esprimere il suo miglior tennis sul Campo 6. L’olandese ha approfittato dei numerosissimi errori commessi dal suo avversario per imporsi con lo score di 6-3 6-1 6-3 dopo appena 1 ora e 48 minuti, in attesa di sapere chi tra Karen Khachanov e Marco Trungelliti sarà il suo prossimo rivale.
L’inizio del palermitano aveva illuso tutti, con un break di vantaggio che sembrava aver messo la partita sui binari giusti. Peccato che l’azzurro abbia subito un filotto di sette game consecutivi da quel momento, dando la sensazione di non aver recuperato dalle fatiche dei giorni precedenti. Ricordiamo che Federico aveva dovuto superare le qualificazioni ed era reduce da una battaglia di cinque set contro il gigante americano Reilly Opelka al primo turno. Cinà non è stato in grado di reagire nemmeno nei due parziali successivi, nonostante i tentativi del suo angolo di dargli sostegno morale. Il promettente italiano è stato affossato da ben 42 errori gratuiti, a fronte di soli 12 vincenti, mentre de Jong ha giocato una partita solida da fondo campo ed eccellente al servizio (con 11 aces e il 75% di punti vinti con la prima). Federico – dal canto suo – ha sofferto tantissimo sulla seconda, che gli ha garantito soltanto il 39% di resa.
Per l’olandese si tratta della prima qualificazione in assoluto al terzo turno di uno Slam, mentre l’azzurro può essere comunque orgoglioso di questa esperienza, che gli frutterà un balzo di circa 60 posizioni nel ranking ATP. La sfida contro de Jong gli sarà utile per capire su quali aspetti tecnici deve ancora migliorare, senza dimenticare l’importanza della tenuta fisica quando si gioca al meglio dei cinque set.

