L’azzurro debutterà contro il transalpino il quale, finora, non ha mai affrontato un Top 50; per Tabur è anche la prima volta nel main draw di uno Slam senza passare dalle qualificazioni

Foto di Ray Giubilo

Lo aspettano tutti. Jannik Sinner è certamente la star più attesa dell’edizione 2026 del Roland Garros. Con Carlos Alcaraz fuori dai giochi per l’infortunio al polso, sembra non esserci avversario capace di impensierire il n. 1 del mondo, almeno sulla carta. Unica nota inquietante: in questi giorni a Parigi fa un gran caldo e questo, forse, potrebbe procurare a Jannik un fastidio non da poco. Detto ciò, l’altoatesino giunge a Porte d’Auteuil con una solidità mai vista prima, forte dei suoi sei Masters 1000 vinti di fila ed un monopolio su cemento e terra da far tremare tutti gli aspiranti campioni. Il primo a “rompere il ghiaccio” – anche se in realtà, in queste ore, a Parigi sembra più di stare nel deserto – sarà il francese Clément Tabur.

Noto soprattutto nelle competizioni a livello ITF e Challenger, il 26enne transalpino, attuale n. 171 del mondo, è originario di Reims, città nota per la sua magnifica cattedrale gotica nella quale, in passato, venivano incoronati i re di Francia, nonché per i suoi raffinatissimi champagne… E anche Clément avrà bisogno di essere frizzante se vorrà scalfire il granitico n.1 del mondo. Come riporta il sito dell’ATP, Tabur è cresciuto nel mito di Rafa Nadal e, sin da bambino, sognava di gareggiare al Roland Garros. Il suo percorso comincia a brillare negli anni dell’adolescenza, quando Clément raggiunge la decima posizione del ranking juniores; entra nella Top 500 nel 2021 per poi varcare la soglia dei primi 200 al mondo l’anno scorso. Negli
ultimi anni si è messo in luce soprattutto nei tornei ITF e, alcune settimane fa, ha conquistato finora il suo trofeo più importante, il Challenger di Tallahassee (Florida). Sempre a livello Challenger, ad inizio stagione ha disputato la semifinale a Pau.

Nel 2025, sull’ocra parigina avveniva il suo esordio nella gara principale di un major dopo aver superato le qualificazioni. Quest’anno, invece, una serie di circostanze fortunate lo proiettano direttamente nel main draw: riceve infatti una wild card dopo l’ingresso di Stan Wawrinka nel tabellone principale grazie al forfait di Lorenzo Musetti. Insomma, una congiunzione astrale inaspettata che gli regala nientemeno che l’esordio con il leader del
ranking sull’iconico Philippe Chatrier. Per lui, dunque, una serie di prime volte: la sfida contro Sinner e, come detto, contro un n. 1 del mondo ma anche “une première” con un Top 50, visto che l’avversario incontrato finora con la classifica più alta è stato Alexei Popyrin, n.61 ATP, affrontato la settima scorsa a Ginevra, al quale Tabur ha dovuto cedere al terzo set dopo una battaglia di oltre tre ore. Ovviamente contro Sinner sarà quasi una “mission impossible” anche se, cela va sans dire, il tennis ne sa sempre una più del diavolo… Sinner, però, dopo i tre sanguinosi mathpoint falliti in finale l’anno scorso contro Alcaraz, a Parigi vuole ancora cambiare il proprio destino.

In caso di trionfo, il n.1 del mondo diventerebbe il settimo tennista dell’Era Open a realizzare il Career Grand Slam (dopo Laver, Agassi, Federer, Nadal, Djokovic e Alcaraz); inoltre, sarebbe il primo italiano (nel torneo maschile) a sollevare la meravigliosa “Coupe des Mousquetaires” dopo Adriano Panatta (1976) e, infatti, cinquant’anni dopo, sarà proprio Adriano a premiare il campione dell’edizione 2026 del Roland Garros! Tra le ragazze, ovviamente, resta indimenticabile l’exploit parigino di Francesca Schiavone nel 2010, prima tennista azzurra a trionfare in un major.

Il titolo a Porte d’Auteuil, inoltre, consentirebbe a Jannik di diventare il secondo giocatore dopo Rafa Nadal ad affermarsi nei tre ‘1000’ sulla terra e al Roland Garros nella stessa stagione e l’azzurro, infatti, giunge sui campi del Bois de Boulogne con una striscia vincente sul mattone tritato di 17-0. Tra cemento e terra, Jannik è imbattuto dal torneo di Indian Wells, con tanto di 29 vittorie consecutive.