Alla vigilia del suo esordio al Roland Garros, il numero 1 del mondo è tornato a parlare dell’assenza del suo grande rivale ancora infortunato

Jannik Sinner è strafavorito in questa edizione del Roland Garros, complice anche la pesante assenza del suo grande rivale Carlos Alcaraz. Il fuoriclasse spagnolo, vincitore di questo torneo nelle ultime due edizioni, ha dovuto rinunciare a difendere il titolo a causa di un infortunio al polso subito durante l’ATP 500 di Barcellona. Oltre al duro colpo di non poter essere a Parigi, il murciano ha già annunciato che non sarà presente nemmeno a Wimbledon, non sentendosi ancora pronto e non volendo correre rischi.
Un torneo di due settimane con partite al meglio dei cinque set richiede massima attenzione, ma sarebbe ipocrita negare che Sinner abbia un vantaggio enorme sulla concorrenza a Parigi. Basti pensare che i bookmakers reputano un trionfo di Jannik senza perdere alcun set più probabile rispetto ad un successo di Alexander Zverev o Novak Djokovic. Il Roland Garros è il principale obiettivo dell’azzurro in questa stagione, essendo l’unico titolo Major che ancora gli manca. Dopo la semifinale nel 2024 e la beffa subita in finale l’anno scorso, il 2026 potrebbe essere l’anno buono per pareggiare i conti con la sorte.
Il 24enne di Sesto Pusteria – che debutterà domani sera contro il francese Clement Tabur – è reduce da tre Masters 1000 vinti consecutivamente sulla terra rossa (Monte Carlo, Madrid e Roma). Alla vigilia del suo esordio nel torneo parigino, il numero 1 del mondo ha rilasciato un’intervista alla rivista ‘Paris Match‘ e gli è stato chiesto un ulteriore commento sull’assenza di Alcaraz. “Si tratta di una notizia davvero triste” – ha esordito il quattro volte vincitore Slam. “Lo conosco molto bene anche a livello personale e so che sta attraversando un momento complicato. Al tempo stesso, questo è lo sport e gli infortuni sono un qualcosa di imprevedibile. Carlos è ancora molto giovane, quindi deve pensare soltanto a guarire al 100%. Problemi di questo tipo possono influire sul resto della carriera se non vengono gestiti adeguatamente” – ha aggiunto l’altoatesino.

