C’è comunque un po’ d’Italia almeno nella finale del doppio, rappresentata dalla coppia formata da Francesco Forti e Filippo Romano

Saranno Max Alcala Gurri e Buvaysar Gadamauri a contendersi il titolo della “CAME Cup – Città di Cervia”, Challenger Atp 50 (montepremi € 56.700) che si conclude oggi sui campi in terra battuta del Circolo Polisportiva 2000 Tennis (alle 17 la finale, trasmessa su SuperTennis). Le semifinali sono infatti state fatali, non senza rimpianti, ad Andrea Guerrieri e Tommaso Compagnucci, i due italiani rimasti in gara in riva all’Adriatico.

Ha avuto un andamento abbastanza strano il confronto fra Guerrieri, che in aprile si è aggiudicato il suo primo titolo Challenger al Garden Roma e domenica ha conquistato il torneo ITF M25 di Reggio Emilia e lo spagnolo Alcala Gurri (n.350), che nei quarti aveva prevalso in tre set sull’italo-argentino Juan Martin Manzano (wild card). In entrambi i set, infatti, 27enne mancino di Correggio si è portato in vantaggio 4-0, subendo però la rimonta del 23enne di Barcellona, classico giocatore da terra battuta, con grandi doti di corsa e colpi arrotati.

A contendergli il titolo sarà il belga Buvaysar Gadamauri (n.280), sesta testa di serie, uscito con il sorriso dall’incontro con Tommaso Compagnucci, ricco di emozioni e pathos e caratterizzato da tanti capovolgimenti di fronte. L’inizio è stato infatti favorevole al 26enne di Macerata (n.398 Atp), partito dalle qualificazioni e capace di eliminare prima l’argentino Guido Ivan Justo (n.249), secondo favorito del seeding, e poi nei quarti il beniamino del pubblico locale Enrico Dalla Valle. Il marchigiano, che a inizio 2026 si è messo in evidenza aggiudicandosi due titoli ITF in Florida (Palm Coast e Naples), è stato avanti di un break e ha incamerato per 6-3 il primo parziale, ma nel secondo l’avversario è riuscito ad alzare il suo livello, spingendo sia col diritto che con il rovescio a una mano.

Già nel quarto game Compagnucci ha dovuto salvare tre palle-break consecutive prima di agguantare il 2-2, mentre ha sempre tenuto agevolmente i suoi turni di servizio il 25enne nato a Bree (da famiglia di origine cecena), riuscendo poi a strappare la battuta all’italiano nel decimo game (6-4) così da pareggiare il conto dei set. Compagnucci ha subito tolto il servizio all’avversario nel gioco d’apertura, confermando il break fino al 4-2, venendo però riagganciato sul 4-4 e sorpassato (5-4). Per dirimere l’equilibrio si è reso necessario il tie-break, con il maceratese avanti 3 a 1 e 5 a 3, per poi salire a match-point sul 6 a 5, mancando poi altre tre opportunità per chiudere il discorso (un paio anche al servizio). E alla fine è stato Gadamauri a sfruttare il suo quarto match-point per staccare il pass per la finale dopo due ore e 34 minuti palpitanti.

C’è comunque un po’ d’Italia almeno nella finale del doppio, rappresentata dalla coppia formata da Francesco Forti e Filippo Romano, che hanno avuto via libera per il ritiro del duo composta dal belga Buvaysar Gadamauri e l’australiano Li Tu. Avversari del romagnolo e del ligure (oggi alle ore 14) saranno l’argentino Santiago Rodriguez Taverna e lo spagnolo David Vega Hernandez, accreditati seconda testa di serie.

Singolare, semifinali: Max Alcalà Gurri (Spa) b. Andrea Guerrieri (Ita, n.1) 7-5 7-5, Buvaysar Gadamauri (Bel, n.6) b. Tommaso Compagnucci (Ita, q) 3-6 6-4 7-6(12).

Doppio, semifinali: Francesco Forti/Filippo Romano (Ita) b. Buvaysar Gadamauri/Li Tu (Bel/Aus) per ritiro, Santiago Rodriguez Taverna/David Vega Hernandez (Arg/Spa, n.2) b. Juan Jose Bianchi/Joshua Sheehy (Ven/Usa, n.3) 6-4 7-5.