Il Sardegna Open si conferma un torneo-talismano per i giocatori azzurri in cerca di vittorie e fiducia

Foto FITP

Il Sardegna Open si conferma un torneo-talismano per i giocatori azzurri in cerca di vittorie e fiducia. Nel 2024 l’ATP Challenger 175 organizzato dalla FITP aveva portato fortuna a Lorenzo Musetti, mentre due anni dopo lo sta facendo con Matteo Arnaldi, che dai campi del Tennis Club Cagliari si sta rilanciando ad altissimi livelli. Oggi (ore 15), il 25enne di Sanremo sarà in campo per una finale – la più prestigiosa della sua carriera – che gli mancava da quasi tre anni, da quando vinse in Germania il Challenger di Heilbronn. In mezzo, per l’azzurro c’è stato il successo (da protagonista) con l’Italia nella Coppa Davis 2023 e l’ascesa fino al numero 30 del ranking ATP, prima che ripetuti problemi al piede destro gli facessero perdere terreno. Ma ora sta meglio e dalla Sardegna ecco il rilancio, con quattro vittorie di qualità e intensità, l’ultima sabato pomeriggio nel derby ligure col genovese Gianluca Cadenasso.

È stata una partita dai due volti: il primo favorevole alla sorpresa del torneo, protagonista di una gran partenza che l’ha visto dettare il gioco col diritto e infliggere un comodo 6-1 a un Arnaldi un po’ passivo; il secondo virato dalla parte del più esperto, che ha restituito il 6-1 e in apertura di terzo set ha vinto un game che si è rivelato determinante. Matteo ha fatto e disfatto, ma è riuscito a tenere la battuta dopo aver cancellato quattro palle-break e da lì in avanti Cadenasso ha perso bussola e pazienza, iniziando frettolosamente a sbagliare a ripetizione. Una situazione che ha spianato la strada al rivale, bravo anche a gestire meglio il vento, fino all’1-6 6-1 6-0 che in meno di due ore gli ha regalato la settima finale Challenger in carriera. Ne ha vinte quattro, comprese le ultime tre, tutte nel 2023 e tutte sulla terra battuta.

Per Arnaldi, seguito a Cagliari da coach Fabio Colangelo, ci sono già 90 punti preziosissimi per il ranking, che gli permetteranno di arginare almeno in parte i 200 che gli scadranno lunedì, eredità dei quarti di finale dello scorso anno nel Masters 1000 di Madrid. Ma può prendersene altri 85 vincendo la finale di domenica, quando dall’altra parte della rete troverà l’ex top-10 Hubert Hurkacz, a sua volta in rilancio dopo che un infortunio al ginocchio destro l’ha costretto a saltare la seconda metà del 2025.

Dopo il successo di venerdì contro Berrettini, Hurkacz si è imposto in rimonta anche all’indomani, battendo per 4-6 7-6 6-3 l’argentino Roman Andres Burruchaga. Stavolta ha rischiato grosso, arrivando anche a due punti dalla sconfitta nel decimo game del secondo set, ma proprio quello è stato il momento determinante. Perché alla quarta occasione l’allievo di Gilles Cervara – storica guida dell’ex n.1 del mondo Daniil Medvedev – è riuscito a strappare la battuta al rivale, poi ha dominato il tie-break e già in avvio di terzo ha trovato l’allungo che ha spezzato l’equilibrio.

Challenger Cagliari – Risultati semifinali:

Matteo Arnaldi (Ita) b. Gianluca Cadenasso (Ita) 1-6 6-1 6-0
Hubert Hurkacz (Pol) b. Roman Andres Burruchaga (Arg) 4-6 7-6 6-3