L’italo-argentino ha parlato del periodo che sta vivendo, a metà tra le ambizioni di classifica e le difficoltà di gestire un cambio di prospettiva

Foto di Ray Giubilo

Sta vivendo un vero e proprio momento di transizione Luciano Darderi, tipico di chi è pronto a spiccare il volo verso lidi più importanti ma vive la paura di diventare grande. Anche nel match odierno a Madrid – vinto per 6-1, 6-3 contro Juan Manuel Cerundolo – non è mancata una buona dose di nervosismo, nonostante in campo di grandi problemi non ce ne fossero. A raccontare il peculiare momento che sta attraversando è lo stesso Darderi, ascoltato dai giornalisti presenti in zona mista subito dopo l’incontro di oggi. “Due anni fa magari facevo semifinale a Marrakech ed ero contento, oggi invece voglio vincere quei tornei. Non è facile gestire questo cambiamento, ma ho iniziato bene la stagione con la vittoria in Cile e i risultati in Sud America mi hanno dato fiducia” A Montecarlo prima e Monaco poi è stato probabilmente schiacciato dalla pressione, che sta imparando a gestire anche in vista dei prossimi obiettivi. “Un po’ di pressione è normale, ma il mio obiettivo è migliorare ancora e provare ad arrivare in top 10 entro fine anno”.

Poi l’analisi del match odierno, che nascondeva più di qualche insidia, considerando la recente sconfitta per mano dell’argentino a Rio De Janeiro. “Sono stato sempre concentrato e questo mi rende orgoglioso. Venivo da tornei come Montecarlo e Monaco di Baviera in cui avevo perso un po’ la testa, mentre oggi sono riuscito a restare sul match praticamente dall’inizio alla fine. Anche al servizio ho fatto molto bene, ed è un aspetto fondamentale. Sono davvero felice di essere per la prima volta al terzo turno qui“.