L’ex n. 13 del mondo sarà uno dei competitors nell’avvio di stagione 2026. Prima, però, darà spettacolo all’esibizione di Dubai insieme a Sabalenka. Dopo i momenti bui e le sterili polemiche, Nick tenta un ulteriore guizzo da campione.


Foto di Ray Giubilo

La fine del 2025 e l’inizio della nuova stagione vedranno finalmente in campo Nick Kyrgios, seppure in contesti molto diversi. L’australiano, infatti, prima di ritrovare il circuito ufficiale a Brisbane 2026 (grazie ad una wild card), darà spettacolo insieme ad Aryna Sabalenka nella nuova “Battaglia dei sessi”, in programma il 28 dicembre alla Coca Cola Arena di Dubai. L’esibizione vedrà nuovamente un uomo e una donna in singolare su un campo da tennis, 52 anni dopo l’indimenticabile sfida tra Billie Jean King (allora 29enne) e Bobby Riggs (55 anni) del 20 settembre 1973, vinta dalla King 6-4 6-3 6-3. In realtà, ce ne sono state altre due: quella tra Riggs e Margaret Court, il 13 maggio 1973 e l’incontro tra Connors e Navratilova, il 25 settembre 1992.  

Certo, il significato della kermesse di Dubai non ha niente a che vedere con l’altro iconico duello. La stessa King recentemente ci ha tenuto a sottolineare come questo nuovo show non abbia “niente a che fare con la nostra sfida, il nostro incontro aveva un obiettivo sociale. Sapevo che dovevo battere Bobby Riggs in nome di un cambiamento della società, era un match molto politico. L’unico punto in comune è che ci sono un uomo e una donna”.  

Secca e irriverente la risposta di Nick (c’era da immaginarselo!): “A nessuno importa cosa avete da dire. Siamo due buoni amici che vogliono dare spettacolo e attirare l’attenzione sul tennis. Aryna verrà considerata una delle campionesse più forti di sempre mentre io riesco a regalare spettacolo alle folle di tutto il mondo”.    

In effetti, lo showdown commerciale di Dubai sarà soprattutto un’occasione di grande intrattenimento per celebrare il circuito maschile e femminile; servirà insomma a scaldare i motori in vista dell’imminente stagione 2026, con la regina della WTA, la n. 1 del mondo Sabalenka, ormai non solo campionessa affermata ma anche amatissima icona glamour e fashion, divertente, vulcanica e autoironica. E chi meglio di Kyrgios per tener testa ad una “tigre” come Aryna? I due, che hanno lo stesso agente e sono buoni amici, hanno un po’ scherzato sui social. Entrambi sono certi di vincere e Nick, in un primo tempo, era convinto di “vincere 6-2 senza neanche dare il mio massimo”. Scherzi a parte, il bad boy del tennis ha riconosciuto le grandissime doti dell’avversaria e ha affermato che ce la metterà tutta per batterla; la parte di campo di Aryna, però, sarà ridotta del 9%, secondo uno studio scientifico per il quale le donne hanno una velocità di movimento inferiore del 9% rispetto agli uomini; inoltre, Kyrgios avrà a disposizione una sola palla al servizio.     

Grazie a questa esibizione, il 30enne di Canberra avrà soprattutto l’occasione di riallacciare i rapporti con il pubblico senza, tuttavia, la tensione della vera gara dopo le tante polemiche di cui si è reso protagonista negli ultimi tempi. Sarà anche l’opportunità di offrire la parte migliore di sé, ovvero quella del giovanotto guascone e generoso al tempo stesso, un giocoliere della racchetta che fa divertire adulti e ragazzini. Anche perché poi, quando si smette di scherzare e il gioco si fa duro, i vecchi fantasmi sono spesso in agguato e lo scanzonato australiano rischia di trasformarsi in un attimo nel ragazzo ombroso, provocatore e sbruffone che troppo spesso ha gettato alle ortiche occasioni importanti.   

Sceso al n. 673 della classifica, Nick ha disputato solamente cinque partite nel 2025 (con una sola vittoria, a Miami con McDonald) a causa di un complicato infortunio al ginocchio e al polso. Infatti, precedentemente, aveva del tutto saltato anche la stagione 2024 e giocato un solo incontro nel 2023. Ora sembra aver ritrovato una rinnovata freschezza, soprattutto per quanto riguarda il ginocchio, “miracolato” secondo lui, tanto da permettergli di disputare il prossimo Australian Open. In passato ha raggiunto il best ranking alla posizione n. 13 e l’ultimo torneo vinto risale al 2022, a Washington. L’australiano ha conquistato in carriera soltanto sette trofei (Marsiglia, Atlanta e Tokyo, 2016; Brisbane, 2018; Acapulco e Washington, 2019 e ancora Washington, nel 2022) e si è issato in altre quattro finali. Un palmares al di sotto delle aspettative se consideriamo il potenziale altissimo di Nick il cui fisico, però, è stato troppo spesso soggetto a infortuni. Inoltre, quella sua genialità un po’ pazza e ribelle non gli ha certo facilitato le cose, impedendogli di collocarsi ai vertici del tennis d’élite.

 Il punto più alto della carriera resta l’indimenticabile finale di Wimbledon 2022. Finalista underdog sull’erba del tempio del tennis, Kyrgios ha dato l’illusione di aver finalmente fatto pace con se stesso e con il tennis, dimostrando una calma e disciplina degne di un vero professionista. Accompagnato e supportato dal padre, dalla sorella e dall’allora fidanzata Costeen Hatzi, Nick ha saputo incantare il pubblico british con un tennis pressoché perfetto e sorprendetemente geniale e ordinato al tempo stesso: vittorioso contro Jubb, Krajinovic, Tsitsipas, Nakashima e Garin, in semifinale ha beneficiato del ritiro di Nadal per poi arrendersi in quattro set all’allora n. 1 del mondo Novak Djokovic.   Poi, però, con il passare del tempo, Kyrgios è ripiombato in un limbo di incertezza, fino a perdersi di nuovo tra infortuni, cadute di stile e scelte non sempre felici come, ad esempio, l’adesione alla piattaforma OnlyFans; pare, però, che tale decisioni abbia come “unico obiettivo di condividere con i fans il quotidiano tennistico e di vita”. Va detto, però, che Nick ha saputo raccontare anche con grande onestà i brutti momenti legati ad una profonda depressione, nel 2019. Ne ha parlato nella serie Netflix “Breakpoint” in cui ha confessato di aver abusato di alcol e droghe, di essere stato ricoverato in un ospedale psiachiatrico e di aver avuto perfino istinti autolesionistici e suicidi. Ora, però, sembra che, fortunatamente, tutto ciò sia solo un brutto ricordo.   Sempre alla ricerca di un equilibrio tra il suo atteggiarsi trasgressivo e il self-control, fondamentale per un tennista professionista, egli non ha mai nascosto il suo amore-odio per il tennis. In verità, sono il basket e le leggende LeBron, Bryant e Jordan a rubargli davvero il cuore!  

Un rapporto conflittuale con il tennis che si riflette, a volte, anche con alcuni colleghi, primo fra tutti Novak Djokovic. Kyrgios è così: per anni non gli ha risparmiato frecciate al vetriolo e motteggi per poi, all’improvviso, sostenerlo e difenderlo a spada tratta nel “Djokovic gate” in Australia, nel 2022. Novak ovviamente ha apprezzato molto e, da allora, i due sono grandi amici, tanto da disputare perfino un doppio insieme, nel 2025, a Brisbane.     Oltre a Djokovic, nel mirino dell’australiano c’è stato anche Nadal. Ma con Jannik Sinner, Kyrgios ha mostrato il suo lato più oscuro. Da quando è scoppiato il caso Clostebol, Nick è stato, senza alcun motivo, il più severo giudice di Jannik. Sospettoso, provocatore e impietoso, pur riconoscendo la grandezza tennistica dell’azzurro, lo ha accusato duramente più volte, esprimendo dubbi sulla sua buona fede, reclamando una punizione più severa nei suoi confronti e accusandolo, lo scorso ottobre, durante una puntata del podcast “Unscripted by Josh Mansour”, di aver perfino beneficiato di trattamenti di favore da parte dei vertici ATP. Che brutto spettacolo, Nick!  

Dal canto suo, Sinner non ha mai raccolto le provocazioni. O meglio, ha lasciato che fosse il campo a rispondere, grazie ai risultati storici che tutti conosciamo. Nono solo. Jannik continua ad essere anche il tennista più amato del momento, tanto da vincere per il terzo anno di fila l’ATP Award “Fans” Favourite… Comunque i due si incontreranno presto poiché entrambi parteciperanno al “Million Dollar 1 Point Slam”, una gara il cui format prevede che l’esito di ogni match venga deciso da un unico punto. Il vincitore della finalissima guadagnerà niente meno che un milione di dollari. L’evento si svolgerà a Melbourne Park la settimana prima dell’Australian Open e vedrà la partecipazione di altri campioni come Alcaraz, Swiatek, Gauff insieme a giocatori dilettanti.

Chissà che Kyrgios non colga l’occasione per scusarsi con Sinner! Perché in fondo, forse, ne sarebbe capace. Come è capace di essere un perfetto uomo “di squadra”, nello sport come nella vita: fedelissimo a Lleyton Hewitt e ai suoi compagni di Coppa Davis, Kyrgios non si è mai tirato indietro nel fare gruppo e nel recare il proprio sostegno in caso di necessità. Ha infatti dimostrato più volte grande generosità e altruismo. Da anni, infatti, grazie alla “Nick Kyrgios Foundation”, Nick aiuta i giovani in difficoltà ad avvicinarsi al mondo dello sport con l’obiettivo di accompagnarli in un percorso agonistico e professionale. Vanno ricordati, inoltre, il suo grande contributo in beneficenza dopo i devastanti incendi che hanno colpito l’Australia nel 2020, nonché la sua disponibilità a portare cibo e aiuti durante la pandemia.

Un cuore d’oro che non si smentisce neanche in famiglia, alla quale Nick è legatissimo, né con gli animali, verso i quali il tennista ha sempre dimostrato amore e cura, a cominciare dai suoi amatissimi cani, Quincy e King. E poi la dedizione ai fans, forse lo sprone principale per l’australiano, che non ha mai nascosto di voler continuare a giocare soprattutto per loro. E allora ci auguriamo che la forma ritrovata, l’amore del pubblico e l’adrenalina dei grandi palcoscenici possano riaccendere in lui quel fuoco sacro necessario per rilanciare, nella sua Australia, una carriera che meriterebbe ancora degli acuti da campione.