Facile considerare oggi Alexander Zverev un grande campione. Anche prima della conquista del Roland Garros però, i risultati di Sasha facevano invidia alla gran parte dei colleghi

Oggi lasciatemi essere polemico verso quei tanti sapientoni che da anni considerano Zverev un perdente.
E tra questi sapientoni ci sono tanti che, vedrete, da domani saliranno sul suo treno.
Purtroppo la superficialità di tanti addetti ai lavori è deprimente, mi meraviglio di come uno che dovrebbe capire di sport possa dare con molta sicumera del perdente a uno come Zverev.
Facciamo un passo indietro a prima del Roland Garros: il perdente Zverev, prima del torneo, aveva vinto due volte le Atp Finals, un oro alle Olimpiadi, due volte Roma, molti Masters 1000 e fatto un paio di finali negli Slam: un curriculum invidiato da molti giocatori di oggi e di ieri. Però per qualche addetto ai lavori italiano non è sufficiente.
Berrettini per esempio ha un ottimo curriculum; uno che fa finale a Wimbledon e va nei quarti in ogni slam va osannato, e così è giustamente stato.
Ma ha vinto molto meno di Sasha.
Tralascio due piccoli dettagli: il brutto infortunio a Parigi contro Nadal nel 2022 e il diabete, che purtroppo si porta appresso e che certamente non lo aiuta. Ecco, questo era un perdente.
Molti obiettano che “da Sinner e Alcaraz perde quasi sempre”. Vero, ma anche Vilas perdeva quasi sempre da Borg e McEnroe, ma era comunque considerato a ragione un grandissimo.
Insomma, complimenti a Sasha! E un augurio ai ragazzini che si avvicinano al tennis e sognano: vi auguro di essere perdenti come Zverev!

