le parole in conferenza stampa di Zverev, che proverà ancora una volta a conquistare il primo Slam della carriera

PARIGI – Tre set a zero a Jodar, tre set a uno contro Mensik. Zverev ha respinto con disinvoltura l’attacco della Next Gen del circuito, conquistando la quarta finale Slam della sua carriera, dopo quelle perse con Thiem agli Us Open 2020, con Alcaraz al Roland Garros 2024 e con Sinner agli Open d’Australia 2025. «Un anno fa non ho giocato un gran tennis – le parole del numero 3 del mondo – sono contento del mio livello attuale di gioco. Quello contro Mensik è stato il match più difficile del torneo e credo di esserne uscito bene. Lui ha giocato un gran terzo set, ma io sono rimasto positivo, sentivo di essere comunque in controllo. Penso di aver giocato un ottimo tennis. Tante sorprese nel torneo? Si, è stato un torneo folle, ma devo concentrarmi solo sulla finale di domenica».
Finale che lo vedrà opposto a Cobolli, con cui ha un rapporto molto particolare: «Flavio è un gran giocatore e un gran bel tipo, lui e suo padre sono molto spiritosi. Ci siamo conosciuti due anni fa, nella Laver Cup di Berlino. Flavio mi piace molto, parliamo di tante cose, ci confrontiamo, mi fa piacere quando mi chiede consigli. Sono contento che abbia raggiunto la finale, In campo però si gioca per vincere, l’amicizia resterà fuori. E non mi interessa che lui possa godere di un giorno di riposo in più. Io mi sento bene, non ho dovuto affrontare match lunghi, oggi avrei potuto continuare a lungo».
Gli fanno notare che contro Mensik ha servito il 75% di prime palle («vuol dire che domenica servirò il 76%…», la sua risposta) e che la seconda di servizio, che tanto lo ha fatto penare in passato, non sembra più un problema. «Per anni mi ha fatto penare, ricordo che nella finale contro Thiem avevo la sensazione che lui potesse farmi il break in ogni momento. Ho lavorato tantissimo su questo colpo e credo essere migliorato molto. Domenica dovrò concentrarmi sul mio tennis. Cercherò di fare le cose giuste, di mostrare il mio livello».

