La numero 1 d’Italia saluta la capitale cinese con grande anticipo, palesando tutti i limiti che stanno affliggendo il suo 2026

Il 2026 di Jasmine Paolini continua ad essere un anno tribolato, fra problemi fisici e risultati non all’altezza dei due anni precedenti. L’ultima battuta d’arresto è arrivata al secondo turno del WTA 1000 di Pechino, dove l’azzurra si è arresa all’ucraina Daria Snigur con il punteggio di 3-6 7-6(5) 6-2. Una battaglia di oltre due ore che ha messo in mostra gli attuali limiti della giocatrice toscana, che ha smarrito quelle certezze che le avevano permesso di fare la differenza nel 2024 e nel 2025.
Basti pensare che l’italiana era avanti di un set e un break, ma ha abbassato la guardia nel momento più importante consentendo alla rivale di rientrare nel match. Il livello di Snigur si è alzato a partire dal tiebreak della seconda frazione, nonostante Paolini abbia avuto a disposizione per ben due volte un mini-break di vantaggio. Le chance per chiudere la sfida ci sono state eccome, ma Jasmine non è stata cinica ed è repentinamente uscita dal match nel terzo parziale (dominato dall’ucraina in lungo e in largo).
La numero 1 d’Italia ha messo in campo quasi il 70% di prime scagliando due aces (a fronte di tre doppi falli), mentre il suo rendimento con la seconda è stato deficitario. In generale, a Paolini manca continuità in questo frangente e ciò si traduce in un eccessivo numero di passaggi a vuoto durante gli incontri. La campionessa toscana dovrà utilizzare gli ultimi tornei di questa stagione proprio per ritrovare fiducia e poi lavorare duramente nel corso della off-season, in modo da essere tirata a lucido per l’inizio del 2027. Nelle altre sfide del programma odierno, c’è da segnalare la rimonta di Mirra Andreeva ai danni della cinese Yuan. Dopo aver perso il primo set per 6-3, la tennista russa ha infilato una striscia di dodici game consecutivi (3-6 6-0 6-0).

