Paolini costretta ad arrendersi a una Rybakina autrice di una grande prestazione sul campo, con l’azzurra che nel secondo set ha pagato sul piano fisico la maratona con Bencic

Foto di Ray Giubilo

Non riesce Jasmine Paolini a chiudere definitivamente i conti per le WTA Finals. Elena Rybakina vince quello che a tutti gli effetti era uno spareggio nella semifinale del WTA 500 di Ningbo, con la kazaka che si è imposta con il punteggio di 6-3, 6-2 e tiene viva le speranze di una qualificazione a Ryad. Decisiva è stata la capacità di Rybakina di giocare meglio i punti decisivi al servizio, con il match che si è deciso prevalentemente nel primo parziale prima che un inevitabile calo fisico condizionasse in maniera importante la prestazione della numero uno d’Italia. Paolini resta comunque settima nella ‘race’ davanti di soli cinque punti a Mirra Andreeva, che non è nel tabellone del ‘500’ di Tokyo e in caso di mancata presenza a Guangzhou consegnerebbe in ogni caso la qualificazione a Jasmine.

Le fasi iniziali di gioco sono caratterizzate da una buona dose di tensione da parte di entrambe le giocatrici, consapevoli dell’importante posta in palio del match. Sono infatti oltre 15 gli errori non forzati commessi complessivamente soltanto nei primi quattro game, con una palla break a testa che però non è stata convertita in nessun caso. Il testa a testa prosegue in maniera costante lungo tutto il parziale, con l’equilibrio che si spezza nel corso del nono gioco: Paolini gioca un turno di battuta da 20 punti complessivi, e nonostante i tanti meriti nell’annullare le prime due palle break, alla terza occasione utile Rybakina scaglia un dritto vincente che vale il break e sale 5-3. Andata a servire per il parziale, la kazaka annulla una palla del contro break prima di incassare il set per 6-3 grazie all’errore di Paolini dal lato del rovescio. Rybakina riesce a portarsi avanti nel punteggio nonostante il 46% di prime palle in campo, rischiando tanto anche con la seconda di servizio con cui ha messo a referto anche 3 ace.

Il parziale perso complica notevolmente i piani di Paolini, reduce dalla maratona di oltre 3 ore e mezza nella giornata di ieri contro Bencic. Rybakina dal canto suo sembra aver trovato una maggiore solidità al servizio e riesce a comandare maggiormente gli scambi da fondo, complice anche una migliore condizione fisica. Il break operato dalla kazaka nel corso del quinto gioco è il vero turning point del match, con l’azzurra ora costretta a recuperare set e break di svantaggio. Paolini con la consueta grinta prova a non arrendersi fino all’ultimo quindi, e anche nel game in cui Rybakina è andata a servire per il match si è procurata – senza trasformarle – quattro palle break: la kazaka le annulla giocando bene in difesa prima che un altro errore di rovescio di Jasmine consegni il match all’avversaria.