L’azzurro e il tedesco si affrontano per la 15esima volta. Jannik è in vantaggio 10-4, ha vinto gli ultimi nove match. In caso di vittoria, Zverev diventerebbe il quinto tedesco (tra uomini e donne) a trionfare a Church Road e si regalerebbe il primo titolo sull’erba

Foto di Ray Giubilo

Dopo il Roland Garros, Alexander Zverev vuole di più. A 29 anni, il tedesco sembra inarrestabile e raggiunge per la prima volta in carriera la finale sui prati sacri dell’All England Club, sui quali sfiderà il campione uscente Jannik Sinner; il n. 1 e il n. 3 del mondo (Sascha sarà n. 2 da lunedì) si ritrovano così l’uno contro l’altro per la quindicesima volta, la quinta in uno Slam, la seconda in una finale major, dopo quella vinta da Jannik in Australia, nel 2025. L’azzurro è ovviamente favorito per diverse ragioni, certo, ma soprattutto per il bilancio perentorio nei precedenti, in cui ha vinto gli ultimi nove incontri sui dieci conquistati. Per giunta, negli ultimi sei match, ‘Jan’ ha sempre vinto in due set. Dominio assoluto.

Va detto, tuttavia, che lo Zverev che giunge in finale a Wimbledon ha un qualcosa in più rispetto al giocatore conosciuto finora: è un campione Slam, il che potrebbe stravolgere i parametri della sua prestazione in campo contro il n. 1 del mondo. La vittoria parigina ha insegnato a Sascha a spingersi oltre il limite del proprio tennis, ad avere maggiore consapevolezza di sé: “Quando vinci uno Slam, sai come fare e senti che puoi vincerne altri, hai dentro di te questa sensazione” ha detto il tennista di Amburgo dopo la vittoria in semifinale con Fery, “inoltre, ho lavorato molto sul mio gioco e so che sono migliorato tanto. Resto concentrato e ho fame di vittoria. Voglio di più, voglio giocare ancora ai massimi livelli e in finale avrò un’altra chance di riuscirci”.

Fame e motivazione, infatti. Basti pensare che, nelle nove precedenti partecipazioni al torneo londinese, il miglior piazzamento di Zverev è stato l’ottavo di finale (2017, 2021 e 2024). Volere è potere, certo. Tuttavia contrastare il muro, gli attacchi e il ritmo feroce dell’azzurro sarà molto complicato, soprattutto se Sascha commetterà l’ingenuità di arretrare oltre la linea di fondo dimenticando i nuovi propositi di aggressività messi in atto a Parigi.

Zverev, tuttavia, raggiunge l’ultimo round della gara dimostrando grande solidità, fisica e mentale: solo contro Blockx e Lechcka è stato costretto al quarto set, mentre con Royer, Giron, Fritz e Fery ha ottenuto la vittoria in tre manche; un percorso vincente, sì, ma a volte lottato poiché in cinque partite su sei Sascha è stato portato ad almeno un tie-break; eppure, anche in questo caso, il bilancio dei sei tie-break vinti su sette rivela la grande consistenza e maturità del del tedesco. Qualora sconfiggesse Sinner, sarebbe il primo tennista dell’Era Open a vincere il suo primo major in carriera (Roland Garros) e a ripetersi nello Slam successivo. È comunque il primo dell’Era Open a vincere il suo primo titolo sulla terra e a raggiungere subito dopo la finale sull’erba.

In caso di vittoria, Sascha diventerebbe il 24esimo campione di Wimbledon dell’Era Open, il quinto tennista tedesco (tra uomini e donne) a vincere a Londra, dopo Becker, Stich, Graff e Kerber e il quinto giocatore della Germania ad imporsi in più di una prova Slam dopo Graff, Becker, Kerber e von Cramm. Non solo. Diventerebbe il 14esimo atleta a conquistare il Roland Garros e Wimbledon nella stessa stagione, il primo nato negli anni Novanta a trionfare a Church Road e a vincere più di un major (gli altri degli anni Novanti ad aver vinto una prova Slam sono Thiem e Medvedev ma la loro bacheca ne conta solo una). Zverev è inoltre il terzo tennista ad aver conquistato il suo primo torneo maggiore e ad aver raggiunto la finale in quello successivo: gli altri due sono stati Murray e Medvedev ma ci sono riusciti solo sul cemento. Egli è infine il 13esimo giocatore a raggiungere la finale in tutte le prove major (US Open 2020, Roland Garros 2024 e 2026, Australian Open 2025 e Wimbledon 2026). Il successo all’All England Club sarebbe il primo sull’erba e, precedentemente, sulla medesima superficie aveva disputato tre finali: due ad Halle e una a Stoccarda. Sascha corre per il 26esimo titolo in carriera e si è issato in altre 17 finali.

Dall’altra parte della rete, Jannik Sinner difende un titolo storico, primo italiano di sempre a vincere a Church Road; ma i record del n. 1 del mondo corrono veloci perché, inanellando la seconda finale nel tempio del tennis, Jan è anche il primo azzurro di sempre a raggiungere più di una volta l’ultimo round della competizione inglese. Il bis vincente lo proietterebbe ancora di più nell’Olimpo del tennis e gli regalerebbe il quinto sigillo major dopo i due conquistati in Australia (2024 e 2025), quello allo US Open (2024) e il primo a Wimbledon (2025); si tratta inoltre della sua settima finale Slam. In caso di vittoria, Jannik salirebbe a trenta titoli in carriera, dopo aver disputato altre nove finali. Con il secondo trofeo di fila, Sinner sarebbe il decimo tennista a confermarsi re sull’erba dell’All England Club dopo Lever, Newcombe, Borg, McEnroe, Becker, Sampras, Federer, Djokovic e Alcaraz; egli diventerebbe inoltre il 14esimo giocatore dell’Era Open a vincere più di un sigillo a Wimbledon, il terzo tra i tennisti ancora in attività dopo Djokovic e Alcaraz. Il successo in finale siglerebbe inoltre la vittoria n. 100 in un major.

Il tennista di San Candido ha dovuto lottare solo nel match d’esordio, contro Kecmanovic, sconfitto al quinto set; nelle altre sfide, Borges, Brooksby, Mochizuchi, Struff e Djokovic sono stati superati in tre manche e, sui cinque tie-break giocati, Jannik ne ha portati a casa quattro. L’italiano è consapevole della fiducia acquisita dall’avversario dopo il successo parigino: “Ha un servizio potente e quello che è successo tra noi negli altri match ormai è il passato. Ora Zverev ha vinto uno Slam e ha grande fiducia. Vedremo il livello che saprà produrre in finale”. La “volpe” è prudente, come sempre. Sarà comunque ardua l’impresa del tedesco perché pochi, come Sinner, sono capaci di alzare un livello già altissimo nelle finali che contano. Sarà così abile, Zverev, da strappargli la corona e diventare il nuovo re di Londra?