Completati i quarti di finale a Wimbledon, o quasi
Completati i quarti di finale a Wimbledon, o quasi. Perché il match di Nadal contro Nieminen è stato rinviato alla giornata di giovedì. La certezza è Federer, l’inatteso Bjorkman, Baghdatis l’uomo della storia cipriota. E’ successo a Wimbledon, day IX








Uno non lo si conosce ancora, due sono sorprese. Una la certezza. Ecco il ritratto dei semifinalisti dei Championships targati 2006. Partiamo dalla certezza. Roger Federer ha messo il pilota automatico e con la triplice differenza di un break ha portato a casa set e match nel suo quarto di finale contro il croato Mario Ancic. C’è voluta solo un’ora e quarantasei, strenuamente allungata dal meteo capriccioso che anche oggi ha costretto i raccattapalle agli straordinari nelle operazioni di copertura e riapertura dei campi. Di insidie per Roger ce n’erano però, perchè il croato, in un 2002 in cui Rogi non era ancora il re indiscusso dei prati londinesi, fu l’ultimo a stringergli la mano da vincitore, gli altri, da allora, si sono dovuti inchinare, per ben quarantasei volte, contando anche quella di oggi.

Sulla sua strada verso la finale c’è l’uomo che non ti aspetti, c’è Jonas Bjorkman, che dopo Bracciali e Mirniy s’è sbarazzato anche della testa di serie numero 14 Radek Stepanek. Ci ha impegato però qualcosa come quattro ore e spicci. Alla sua età (venerabili e venerate 34 primavere), verrebbe da dire, la maratona, condita da ben tre tie break, non è certo la pista da cui il biondo Jonas dovrebbe uscire vincitore, e invece la vecchia volpe dell’erba ce l’ha fatta. Pur non potendo più far affidamento sul caro vecchio serve&volley, pone le basi dei suoi successi su una risposta da vero doppista, quale è. Si trattava del quarto meno prestigioso, senza nessuna stella a brillare, ma come spesso accade, ne è venuto fuori un gran match di cui, a ferri posati, rimane la delusione mischiata alla soddisfazione del ceco che la tristezza dell’uscita di scena può contrastare con l’orgoglio di aver raggiunto il miglior risultato in uno slam della sua carriera. Probabilmente soffrirà di un certo complesso d’inferiorità verso la sua girlfriend Martina Hingis, ma cosa ci può fare? Per Bjorkman invece l’avventura prosegue… non per molto forse: per lui ora c’è Federer. Chi non sarà certo contento della maratona di oggi è Nadal, e con lui tutti quelli che il biglietto l’hanno comprato per il talento iberico. La gara del mancinaccio più temuto del mondo, da quest’anno anche sull’erba, è stata spostata alla giornata di venerdì, davanti a lui ci sarà Jarkko Nieminen.

La storia però per un piccolo staterello del sud Europa, l’ha scritta ancora una volta, come già era successo in Australia, il cipriota Marco Baghdatis. La terra dei canguri centra ancora, ma marginalmente. L’avversario di turno era Lleyton Hewitt, uno che di prati se ne intende, uno che questo torneo l’ha vinto. D’accordo non è più certo il Rusty di quando era al top del ranking ma Baggy ha saputo ripetere l’impresa di Melbourne con un’autorità disarmante, che all’inizio sembrava addirittura schiacciante. Pronti via, 6-1 3-0 e palla per il 4. Poi Hewitt s’è ricordato di essere il grande combattente che è sempre stato, ha pareggiato i conti dei set, è arrivato al tie break del terzo (perso per soli due punti) e poi ha lasciato via libera al cipriota che sotto gli occhi di tutta la famiglia, venuta meno alla scaramanzia che la vede sempre lontana dai campi nei tornei cruciali, ha starppato un bigietto per la sua prima semifinale a Church Road. Ora attende, come detto il vincente della gara rimandata, sognando il secondo atto (parlare di rivincita suonerebbe un po’ stonato) della finale dell’Australian Open.
 
I main-draw dei Championships
Wimbledon, singolare maschile
Wimbledon, singolare femminile

The Championships’ Archive
Lu nedì 26 giugno, Day I