Il tre volte vincitore Slam si prepara a giocare l’ultimo Wimbledon della sua carriera e va controcorrente sulla protesta dei giocatori

Foto Ray Giubilo

Nonostante gli organizzatori di Wimbledon abbiano deciso di aumentare il montepremi del 20%, i top players hanno deciso di estendere la loro protesta già iniziata nel corso del Roland Garros. In particolare, è stato messo in atto un boicottaggio mediatico che limita la durata delle interviste a soli 15 minuti. L’obiettivo è quello di indurre i tornei del Grande Slam a garantire una distribuzione più equa dei loro profitti e i primi effetti si sono già visti, ma non è ancora abbastanza per convincere i giocatori a mollare la presa.

Intervistato dal ‘Telegraph‘ alla vigilia dell’ultimo Wimbledon della sua carriera, Stan Wawrinka – che affronterà il nostro Matteo Berrettini al primo turno – è andato un po’ controcorrente su questa tematica. “Uno dei problemi più grandi del circuito è il montepremi bonus. Inducendo i giocatori a disputare così tanti tornei, si aumenta il rischio di infortuni e lo abbiamo visto chiaramente negli ultimi anni. I ragazzi giocano moltissimo per poter intascare il bonus completo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti” – ha spiegato il tre volte vincitore Slam.

Il veterano svizzero ritiene che l’attuazione di questa protesta non sia avvenendo nel modo giusto: “Penso che boicottare la stampa sia l’opposto di ciò che si dovrebbe fare in una situazione del genere. Quando si vuole cambiare qualcosa, bisognerebbe spiegare il più possibile il proprio punto di vista e non interrompere o limitare i rapporti con le emittenti.” Stan ha infine chiosato: “In questo sport, ognuno tende a perseguire i propri interessi. I tornei dello Slam, le varie sigle e i Top 10 non vogliono le stesse cose di tutti gli altri. Si genera una continua lotta che non giova al futuro del tennis a lungo termine.”