Manca ormai sempre meno all’inizio della nuova stagione, e sono tanti i punti d’interesse: di seguito un elenco che vuole raccontare i principali

Manca ormai poco più di una settimana all’inizio della stagione 2026, che si aprirà il prossimo 2 gennaio con la United Cup. Come ogni inizio anno, sono diversi i temi che generano interesse – tanto a livello di circuito ATP che WTA – e fin dalle prime settimane di tornei ci sarà da restare incollati allo schermo della televisione, per capire che direzione prenderà la stagione. Per questo abbiamo pensato di fornirvi una piccola ‘guida’ con i 5 principali punti di interesse della stagione 2026: si tratta naturalmente di una selezione, e come sempre accade ci saranno altri temi che giungeranno a sorpresa e che stravolgeranno il panorama del tennis mondiale, ma portarsi avanti non fa mai male.
SINNER E ALCARAZ, PROVE DI CAREER GRAND SLAM
Pronti via, ecco che l’Australian Open potrà dire già tanto circa la stagione che si vivrà a livello di Circuito ATP. Lo Slam down under, infatti, rappresenta tanto per Jannik Sinner quanto per Carlos Alcaraz un obiettivo da perseguire con convinzione e determinazione, e dietro non c’è solo la vittoria di un Major. Lo spagnolo arriva a Melbourne da numero uno al mondo ma senza Juan Carlos Ferrero, e l’Australian Open è l’unico Slam che non è ancora riuscito a conquistare. Nelle settimane passate Alcaraz ha dichiarato che scambierebbe la vittoria in Australia con la vittoria di altri due Slam, e guardando alle statistiche il motivo è presto detto: in caso di successo, Carlitos non solo completerebbe il Career Grand Slam prima del suo principale rivale Sinner, ma diventerebbe anche il più giovane di sempre a riuscirci. In termini di precocità Alcaraz non è nuovo scrivere il suo nome nel grande libro della storia del tennis, basti pensare che a 19 anni e 4 mesi è stato il più giovane a diventare numero uno a mondo.
Dal canto suo Sinner avrà tutta la voglia di confermarsi in Australia, sia per confermare il titolo che ha ottenuto tanto nel 2024 quanto nel 2025, ma anche per darsi la possibilità di ‘strappare’ ad Alcaraz il Career Grand Slam e provare a raggiungerlo lui al Roland Garros. La finale dello scorso giugno è probabilmente ancora davanti agli occhi dell’altoatesino – così come dei tanti fan in giro per il mondo – e per questo avrà voglia di migliorarsi già a partire dal 2026. Certo a quel punto potrebbero aprirsi per Sinner discorsi interessanti – quel Grande Slam mai riuscito in Era Open – ma quello è un altro discorso, da affrontare un passo per volta.
RUNE, DRAPER E FILS, QUANTI RITORNI NEL CIRCUITO ATP
Sempre più spesso ci si chiede chi possa, a livello Slam, interrompere il dominio messo in piedi da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. In questa stagione non c’è stata partita, ma già nel 2026 qualcosa potrebbe cambiare, ammesso e non concesso che tutto vada nel verso giusto. Sono infatti diversi i protagonisti che, prima o dopo, torneranno a essere protagonisti nel circuito maschile, e questo potrebbe andare a stravolgere gli equilibri che si sono andati a delineare. Tra i personaggi più attesi c’è sicuramente Jack Draper: il britannico è riuscito a chiudere il 2025 in top 10, nonostante abbia giocato solamente metà della stagione. Il suo ultimo match è stato agli US Open, quando dopo la vittoria al primo turno fu costretto a ritirarsi prima della sfida contro Bergs. Il talento del britannico non è certamente in discussione, e nella prima metà della stagione ha dimostrato di poter essere competitivo, oltre che continuo su tutte le superfici. Al momento non si conosce ancora la data del rientro – con diverse esibizioni saltate nelle ultime settimane – ma la sensazione è che se dovesse rapidamente tornare al 100%, può dire certamente la sua.
Un altro ritorno importante è quello di Arthur Fils, ancora più sfortunato di Draper in questo 2025 che volge al termine. Il francese ha iniziato ad accusare problemi alla schiena poco prima dell’inizio del Roland Garros, e proprio l’aver disputato lo Slam di casa lo ha portato a peggiorare la sua condizione fisica e di fatto a non vederlo più in campo, se non in un paio di match al Canada Open. Ripartirà dalla posizione numero 40 del ranking ATP, ma lo stop forzato avrà probabilmente alimentato la grande fame che da sempre contraddistingue il francese. Nonostante la sua giovane età e l’esperienza ancora da maturare, Fils in carriera vanta uno score di 7 vittorie e 11 sconfitte contro i top 10: da questo dato può certamente ripartire e puntare alle posizioni più nobili del ranking.
Discorso diverso per Holger Rune, che invece rientrerà con grande probabilità solamente nella seconda metà del 2026. Il recupero dall’infortunio al tendine d’Achille richiede assoluta pazienza e nessun tipo di forzatura nei tempi, onde evitare pericolose ricadute. Qualche giorno fa il danese ha comunicato di aver ultimato la fase 2 della riabilitazione, e di voler tornare a essere “la versione migliore di sé stesso”. Anche qui la fame non manca, e sarà interessante vedere come reagirà a uno stop così lungo.
EMMA RADUCANU, CHE SIA ARRIVATO IL SUO MOMENTO?
C’è un dato che basta a esemplificare come il 2026 può essere l’anno che deciderà, in un senso o nell’altro, la carriera di Emma Raducanu: nella stagione appena conclusa, la britannica ha conquistato solamente una vittoria contro giocatrici che militano in top 10 a fronte di dieci sconfitte. Raducanu è riuscita sicuramente a risalire la classifica – è attualmente al numero 29 del ranking WTA – frutto di buone partite disputate negli ultimi dodici mesi e una continuità, anche dal punto di vista fisico, che non si vedeva da quella meravigliosa e inaspettata corsa agli US Open 2021. Ora il prossimo step è senza dubbio quello di provare a vincere un titolo, e per farlo non ci si può esimere dall’affrontare e superare le prime della classe.
Non bisogna fare naturalmente di tutta l’erba un fascio, visto che alcune delle dieci sconfitte sopra menzionate restano comunque grandi match disputati da Raducanu. Su tutte probabilmente il match contro Aryna Sabalenka a Wimbledon, vinto in due set dalla bielorussa ma che ha rischiato di perdere entrambi i parziali in un centrale gremito e totalmente schierato. Raducanu ha deciso di continuare il lavoro iniziato in questa stagione con Francisco Roig, e anche questa rappresenta una novità totale rispetto al recente passato, dove gli allenatori non duravano mai più di qualche mese. Giocatrice di talento o la classica meteora, per Raducanu è giunto il momento di sapere come vuole essere ricordata.
MONFILS E WAWRINKA, LA STAGIONE DEI SALUTI
C’è qualcosa che non riguarda strettamente le vittorie, i titoli e le settimane da numero uno, ma che va oltre e riguarda i sentimenti e le emozioni che alcuni giocatori lasciano impressi nel cuore degli appassionati. E proprio per questo motivo, quando questi giocatori decidono di appendere la racchetta al chiodo e di salutare il mondo del tennis, è un evento che non può essere trascurato. Il 2026 sarà infatti l’ultima stagione di Gael Monfils ma soprattutto di Stan Wawrinka. Due giocatori tra loro completamente differenti per gioco e risultati raggiunti, ma la loro assenza si farà certamente sentire. Monfils è infatti il classico giocatore che strizza l’occhio allo spettacolo più che alla costruzione del punto, pur essendo dotato di una qualità e di un tennis che non sempre si vede nel circuito. Nella sua carriera è mancato probabilmente un acuto a livello Slam – la semifinale a Parigi e New York i migliori risultati in questo senso – ma resteranno senza dubbio le sue infinite battaglie sul campo da gioco e quella capacità di animare il pubblico indescrivibile.
Discorso diverso per ‘Stan The Man‘, che è riuscito a ricavarsi uno spazio importante nella storia del tennis nel periodo in cui i ‘Big Three’ dominavano in lungo e largo. Al contrario del francese, Wawrinka è riuscito a conquistare tre titoli dello Slam tra il 2014 e il 2016, ed ha raggiunto la terza posizione nel ranking ATP nel gennaio 2014, proprio in contemporanea con il successo agli Australian Open. Ma oltre i meriti sul campo, dell’elvetico colpisce la voglia di non mollare mai: nonostante i tanti problemi a livello fisico e i 41 anni da compiere il prossimo anno, lui è sempre rimasto in campo a lottare. Il suo ritiro inoltre priva il circuito ATP di uno dei rovesci a una mano più belli di sempre, e la sensazione che a poco a poco – Djokovic è forse l’ultimo baluardo – un’era tennistica stia definitivamente andando in archivio, con buona pace di chi l’ha vissuta e con i protagonisti di oggi pronti a prendersi la scena.
E L’ITALIA? COBOLLI PUNTA LA TOP 10, SPERANZA TREVISAN
Non ci siamo ovviamente dimenticati dell’Italia del tennis, che per il terzo anno consecutivo sarà chiamata al ruolo di assoluto protagonista sia a livello ATP che WTA. Parlando di spunti d’interesse e di novità rispetto al passato, lasceremo qui da parte nomi come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini, che rappresentano ormai lo zoccolo d’uro del nostro paese, ma proveremo a raccontare qualcosa di diverso. In primis la possibilità – non semplice, ma concreta – di avere contemporaneamente tre giocatori italiani in top 10: a Sinner e Musetti infatti potrebbe presto unirsi Flavio Cobolli. Il tennista romano proverà a restare lanciato sulla scia della vittoria in Davis, e la falsa partenza del 2025 gli consente di avere una prima parte di stagione dove potrà ottenere punti con maggiore facilità, almeno fino a quando andranno a scadere i 250 punti del torneo di Bucarest. Era non più tardi del 2021 quando Sinner irrompeva in Top 10 e sembrava un’impresa portare due giocatori italiani tra i primi dieci del mondo, ora è possibile fare ancora meglio.
Nel femminile si è detto di come Jasmine Paolini sarà ancora il punto fermo, ma dietro di lei la speranza è che qualcosa possa muoversi. Su tutte, sarà interessante capire cosa potrà realmente fare Martina Trevisan. Il 2025 è stato un anno complesso per la semifinalista del Roland Garros 2022, con l’operazione al piede nel mese di marzo e un rientro in campo solamente nelle ultime settimane di tornei, e una classifica che attualmente la vede numero 697. In passato ha già dimostrato tutto il suo valore – soprattutto sulla terra rossa – con alcune vittorie che restano impresse nella memoria, come quella su Maria Sakkari in United Cup. Per l’intero movimento è un bene ritrovare una Trevisan al meglio della condizione, e sicuramente il 2026 in questo senso la può rilanciare. Ci si aspetta qualcosa anche da Tyra Grant: le luci dei riflettori si erano accese a metà di quest’anno con il cambio di cittadinanza e una vittoria all’esordio solo sfiorata agli Internazionali d’Italia, poi una seconda parte di 2025 più complessa e con risultati non all’altezza delle aspettative e del talento che ha mostrato fin qui.

