Il russo dopo un momento difficile si riscatta vincendo in Germania e prova a scalare la classifica

Vi ricordate Pavel Kotov? Russo di Mosca, classe 1998, sempre teneramente seguito da mamma Lydia – spesso inquadrata dalla tv mentre in tribuna sistemava il grip della racchetta del figlio – era diventato noto per le martellate di dritto e per un fisico non proprio apollineo. A metà del 2024 si era issato al numero 50 del ranking Atp con una serie di buoni risultati, tra cui il terzo turno del Roland Garros ottenuto battendo Norrie e Wawrinka prima di cedere in tre set a Sinner. Nell’ultimo anno mezzo Kotov aveva però inanellato una serie di risultati pessimi – nel 2025 anche nove sconfitte di fila al primo turno, tra aprile e settembre – tra guai fisici e disciplinari (Moutet, altra testa fresca, lo ha accusato di averlo minacciato di morte durante la partita giocata nel torneo di Aix en Provence) che lo hanno fatto precipitare al 470° posto attuale. A Coblenza, sul veloce del Challenger da 75.000 dollari di montepremi, è arrivato un importante segnale di risveglio: Kotov è sceso in campo come “alternate” e ha vinto il torneo, superando in finale (6-4 1-6 7-6) il tedesco Gentzsch, cosa che gli farà guadagnare 130 posti nelle classifiche di domani. Per lui è il quarto torneo Challenger vinto in carriera, il primo fuori… dall’Italia. Kotov infatti, aveva vinto finora solo in casa nostra: a Forlì nel 2021 e 2022 e a San Marino, in finale su Arnaldi, sempre nel 2022. Questa settimana Pavel sarà impegnato nel “125.000” di Pau, in Francia, dove affronterà al primo turno il francese Van Assche, in passato allenato da Santopadre, numero 127.

