Il coach del numero due al mondo Jannik Sinner ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere.



Foto di Ray Giubilo

Jannik Sinner farà il suo debutto al Masters 1000 di Shanghai nella giornata di domani dove affronterà il tedesco Daniel Altmaier. L’azzurro è chiamato a difendere il titolo e dopo il successo a Pechino il numero due sta vivendo un vero e proprio tour de Force. Il coach di Sinner Simone Vagnozzi ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni del Corriere dello Sport ed ha trattato di tanti temi specifici, ecco le sue parole:

“In campo l’impegno e la serietà che metto con Jannik sono identici a quelli che ho riservato a ogni mio giocatore. Poi più sali di livello e più sono i dettagli a fare la differenza” e poi il coach rifila una piccola stoccata: “Ma per me il fatto che qualcuno abbia da ridire quando Jannik perde in finale non fa che innalzare il valore dei suoi risultati straordinari”. E Vagnozzi ha sottolineato che – al suo arrivo come coach di Sinner – in molti parlavano di Holger Rune più avanti di Jannik, rivendica il coach. Simone ha poi commentato la sconfitta agli Us Open nella finale contro Alcaraz, sconfitta arrivata in maniera abbastanza netta:

“La sconfitta di New York non è cosi sorprendente. Alcaraz in quel momento stava psicologicamente, fisicamente e tennisticamente meglio di Jannik. Non bisogna dimenticarsi che anche lui ha vissuto cinque mesi di difficoltà e si prova a far passare Jannik come un giocatore in crisi in un anno in cui ha vinto 2 Slam ed ha fatto finale tutte le settimane. Lui sta facendo cose straordinarie, poi ovviamente l’obiettivo è sempre migliorarsi. Grande Slam? Non è un obiettivo che ci siamo posti, è talmente difficile vincere uno Slam che non si può pensare di vincerne 4 senza muoversi”.

Su Lorenzo Musetti: “In campo sta facendo qualcosa di diverso e ha vissuto un’ottima stagione. Il talento c’è e sulla terra credo siano già tre anni che è pronto per poter fare un grandissimo risultato. Sull’erba aveva già fatto bene, e ora è in crescita sul cemento. Il potenziale lo ha”.

Infine una battuta anche sui tennisti futuri che stanno nascendo oltre Sinner e Alcaraz: “Sono tanti ad avere il potenziale, penso lo stesso Tien. C’è Fonseca ma a me piace molto Mensik. Se non dovesse avere problemi fisici è uno che può crescere tanto, poi ci sono davvero tanti fattori. Pensiamo a Jannik: ora tutti fanno passare come normali le sue vittorie ma quando inizia a lavorare con lui tanta gente del mondo del tennis diceva che Rune era molto più avanti. Non sappiamo quanto ci si può migliorare”, conclude il tennista.