Con il successo su Cameron Norrie, il serbo ha eguagliato il primato di Roger Federer raggiungendo il suo 69° ottavo di finale in uno Slam

Ancora senza brillare, ma mettendo senza dubbio in mostra la sua miglior prestazione in questa prima settimana a New York, Novak Djokovic ha staccato il pass per gli ottavi di finale degli US Open. Il campione serbo si è imposto con il punteggio di 6-4 6-7(4) 6-2 6-3 su Cameron Norrie, riuscendo ad eguagliare il primato di Roger Federer di 69 ottavi di finale Slam raggiunti in carriera. A preoccupare è ancora una volta però la condizione fisica del numero 7 del tabellone, che nella sfida di terzo turno ha accusato un dolore alla parte basse della schiena che lo ha costretto a chiedere l’aiuto del fisioterapista sul 5-4 in suo favore nel primo set. Dopo il medical timeout, Nole è comunque tornato in campo e ha tenuto il turno di battuta che gli ha permesso di conquistare il parziale d’apertura e di condurre il risultato fino alla vittoria, salvo un piccolo passaggio a vuoto nel secondo set. “Ho giocato bene, soprattutto nel terzo e quarto set, ho iniziato a colpire la palla più forte – ha commentato Djokovic in conferenza stampa -. E onestamente, sono rimasto piacevolmente sorpreso dal livello di Norrie. Penso che abbia giocato in modo molto aggressivo. Non ero abituato a giocare contro di lui, così vicino alla linea e a colpire la palla molto presto, soprattutto con il dritto. Bisogna dargli credito per aver combattuto e giocato a un livello davvero alto, soprattutto nel secondo set e all’inizio del terzo. Ma immagino che quando contava, ho fatto dei punti davvero buoni, buoni colpi, buoni servizi. Sì, la mia prestazione al servizio è stata sicuramente la migliore finora“.
Djokovic, che al prossimo turno attende Jan-Lennard Struff, ha aggiunto: “Questo tipo di partite e vittorie mi danno sempre la speranza di poter arrivare lontano, di poter sfidare i migliori giocatori del mondo. Per quanto riguarda le mie sensazioni, la verità è che ho alti e bassi. Sì, è frustrante non riuscire a sentirmi al 100% come negli ultimi 20 anni. Ma immagino che le circostanze siano molto diverse e devo abituarmi al fatto che in qualsiasi partita può succedere di tutto, come è successo quest’anno in quasi tutti gli Slam. Sto solo cercando di dare il massimo e di gestire al meglio i giorni in cui non ho una partita. Probabilmente salterò l’allenamento domani e mi concentrerò solo sul recupero, perché credo che sia la cosa più importante per me e la mia squadra in questo momento. Mi sento bene con la palla. Posso giocare meglio? Sì, sempre. Ma sono contento delle ore che ho trascorso in campo giocando le partite nei primi tre turni. Quindi penso che si tratti più che altro di prendermi cura del mio corpo e di metterlo nella migliore forma possibile per la prossima partita“.

