da New York, Federico Ferrero   Foto Ray GiubiloGioie e dolori – Ah, le donne… Tathiana Garbin, la testa di serie più alta della spedizione azzurra a New York, ha deluso facendosi battere da una diciottenne di Bratislava, Dominika Cibulkova, che giocava per la seconda volta in uno Slam (a Parigi quest’anno aveva però raggiunto il terzo turno)
da New York, Federico Ferrero
  Foto Ray Giubilo





Gioie e dolori – Ah, le donne… Tathiana Garbin, la testa di serie più alta della spedizione azzurra a New York, ha deluso facendosi battere da una diciottenne di Bratislava, Dominika Cibulkova, che giocava per la seconda volta in uno Slam (a Parigi quest’anno aveva però raggiunto il terzo turno). Flavia Pennetta ha sofferto un set con Shuai Peng, proprio come a Castellaneta Marina in Fed Cup, prima di prendere in mano le sorti della partita e riuscire finalmente a vincere un incontro a Flushing Meadows, la prima in quattro anni. Un successo che, in un periodo tutt’altro che sereno per lei – testimoniato anche dai tanti chili persi (“basta non mangiare”, ha commentato con un sorriso) fa morale. Contro la Vaidisova avrà poco da perdere: c’mon, Flavia! Avanti tutta anche per la rigenerata Francesca Schiavone: nessun problema contro Nathalie Dechy e la ritrovata voglia di giocare a tennis. “Bellissimo, prima era come andare a cena e trovarsi male: non ti esprimi, ti ammutolisci. Invece quando stai bene riesci a esprimere te stessa ed è fantastico”. Niente da fare per Alberta Brianti, outplayed dalla Krajicek. La signorina Sharapova, chissà se indispettita dalle rivelazioni della voce dei Maroon Five Adam Levine sulle sue prestazioni agonistiche non esaltanti fuori dal campo, ha giocato al gatto col topo nel suo primo match di difesa del titolo a Flushing Meadows. Peccato abbia trovato oltre la rete la nostra Roberta Vinci che per fare bella figura con Masha dovrebbe giocare sull’erba e con l’obbligo di usare la racchetta di legno.

Rusty il tenero – Messo di buon umore dalla vittoria ben più spensierata del previsto contro il big guy serbo-yankee Amer Delic Lleyton Hewitt ha raccontato della sua vita da uomo sposato, con moglie e figlia sempre al seguito. “Non mi ha ammorbidito”, ha risposto l’ex ‘rugginoso’ col sorriso stampato sulle labbra e gli occhi luccicanti pensando alla piccola Mia Rebecca. “Forse lo ha fatto mia moglie, mi ha reso una persona migliore”. L’ex numero uno ha assoldato poche settimane or sono Tony Roche ma nega di aver preso a frequentare la rete più spesso per assecondare le dritte del suo mentore, paladino del gioco di volo. Ha pure giurato di sentirsi pronto per vincere un altro Slam ma il 2001, anno d’oro in cui vinse il titolo a New York, “da una parte mi sembra lontanissimo, dall’altra meno… Ci sono Roger e Rafa che negli ultimi quattro o cinque anni si spartiscono gli Slam ma continuo a lavorare perché magari il mio prossimo titolo è dietro l’angolo”. Magari. L’altro gigante del tennis iueséi che ha fatto piangere il pubblico di Flushing è Sam Querrey che si è fatto impallinare come un tordo dalle mancinate di Stefan Koubek. Occasione persa, Sam.

Cassandra colpisce – Avete presente una di quelle occasioni in cui spiace averci indovinato? Con la nuova linea di abbigliamento firmata da Giorgio Armani Filippo Volandri ha sfidato, infatti, inutilmente la canicola e le rasoiate mancine di Michael Llodra. Filippo aveva già battuto il servolleatore parigino sul cemento (a Miami lo scorso anno) ma qui non si è ripetuto: un buon secondo set e poco altro per Filippo che ha avuto l’ultima occasione di riprendere Llodra sul 4-3 0-40 ma… Diciamolo chiaro: cinque Us Open, una partita vinta. Serve altro? Andreas Seppi ha, ahinoi, rispettato il pronostico sfavorevole pubblicato ieri a malincuore: Augustin Calleri si è mostrato più forte.

Giochi bene, ragazzo!Claudio Pistolesi ha raccontato dell’ora di allenamento sul campo practice 1 sostenuta dal suo allievo Simone Bolelli con Sua Maestà Roger Federer. Chiuso un game con un rovescio da urlo, Ruggiero ha cambiato campo. Pistolesi ne ha subito approfittato: “Bravo ragazzo. Giochi bene…” strappando un sorriso al Migliore. Sapesse Federer della fama di barzellettiere globetrotter di Claudio…

Mafioso sarai tu – La delegazione della stampa italiana è assai infastidita (1) per le dichiarazioni di Nikolay Davydenko di ieri pomeriggio. Non avendo altro di cui parlare dopo l’esecuzione di Jesse Levine (6-4 6-0 6-1) si è dilungato a chiarire la sua posizione nel caso legato alle scommesse nato a Sopot dopo un suo match strampalato contro Vassallo Arguello (2) e, lamentandosi per le accuse di aver avuto contatti addirittura con la mafia russa, si è difeso così: “Prima di tutto non vivo a Mosca, non conosco mafiosi russi perché vivo da quindici anni in Germania. E non conosco la mafia tedesca! È difficile, insomma parlare della mafia russa: forse se andate a Brooklyn la troverete ma non ho mai visto ragazzi russi a New York. A Mosca ci sono andato solo per la Davis e la Kremlin Cup. La Russia è come tutte le altre nazioni che hanno la mafia, perché non chiedete agli italiani, ce l’hanno anche loro la mafia, o no?”

Cose da non fare – Entrare in sala stampa con la maglietta della squadra di football dell’Università del Texas. Perché trovi l’addetto al controllo del lasciapassare (oggi si viene riconosciuti con il ‘bip’ della macchinetta a infrarossi sul codice a barre, come le scatole di tonno al supermercato) che odia i Longhorns e tifa per i Miami Hurricanes. Spiegargli la sorte del bagaglio del povero inviato, smarrito chissà dove tra l’Italia e New York, non è servito: “Ricomprati le T-shirt che vuoi, ma questa no!” (3)

(1) Non è vero, si fa per scherzare.

(2) Per chi non conoscesse la querelle: Davydenko si era ritirato nel suo match a Sopot, ai primi di agosto, contro Martin Vassallo Arguello all’inizio del terzo set. L’agenzia Betfair aveva chiuso le puntate sul match perché il volume di scommesse su una partita di secondo turno dall’esito scontato o quasi era sproporzionato (dieci milioni di euro) e soprattutto perché pur avendo vinto il primo set molti scommettitori continuavano a puntare su Vassallo. Davydenko si era giustificato spiegando che intendesse preservare la sua salute proprio in vista degli Us Open. Betfair ha aperto un’inchiesta e segnalato l’anomalia all’Atp che interrogherà Davydenko dopo il China Open. Tra le possibili spiegazioni fornite da Davydenko segnaliamo la più bizzarra: “Parlo spesso con mia moglie anche della partita e in Polonia c’erano molti tifosi russi a seguire i miei match”. Qualche orecchio teso potrebbe aver appreso in questo modo delle sue cattive condizioni fisiche. Vale la pena, a margine, di riportare la traduzione letterale del suo broken English: “Sai, ero visto molti tifosi, molta gente a Sopot era russa per vedere la mia partita. A volte parlavo con mia moglie, sai, anche sul mio match di russo. Perché non posso, penso in Polonia, non capisco nessuno, come dappertutto”.

(3) Credevo di poter chiudere la poco interessante parentesi del fatto personale in qualche riga ma merita una nota l’attacco fisico subìto per mano di Mel DiGiacomo, storico fotografo sportivo. Incrociatolo per caso ha iniziato a ricoprirmi di insulti “you and your f****ng shirt with that f****ng color and that f****ng State that’s George W. Bush home!” Per compensare e accontentare l’elettorato destrofilo: il defunto magazine Tennis Week ha fatto omaggio di una fotografia a Rino Tommasi, ritratto che ha campeggiato per l’intera giornata sulla sua scrivania. Uno scatto in bianco e nero che lo ritrae pensieroso e fiero, uno sguardo unanimemente definito come vagamente mussoliniano.