Djokovic conquista la finale numero 38 della sua infinita carriera e domenica andrà a caccia del titolo Slam numero venticinque

Un campione senza tempo che vuole provare a riscrivere la storia del tennis. Novak Djokovic supera Jannik Sinner con il punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4 dopo oltre quattro ore di gioco e domenica giocherà la finale degli Australian Open contro Carlos Alcaraz, in palio la vittoria del titolo Slam numero 25. Non è bastata la partenza lampo a Sinner, che nel primo set ha avuto la palla del 4-0, per portare il match dalla sua parte, complice un lieve calo fisico nella fase centrale del quarto set. Ancora una volta risulta fatale il quinto set per l’altoatesino – 6 vinte e 11 perse in carriera – nonostante le otto palle break avute a disposizione nel parziale. Per Djokovic sarà la finale Slam numero 38 in carriera e avrà la possibilità di entrare una volta di più nella storia del tennis, diventando il giocatore ad aver vinto più titoli Slam in assoluto.
Sinner e Djokovic hanno fatto il loro ingresso sulla Rod Laver Arena con circa un’ora e mezzo di ritardo, a causa dell’epica maratona fra Carlitos Alcaraz e Alexander Zverev terminata con la vittoria dell’iberico. Il tennista italiano è protagonista di un avvio fulmineo, mostrandosi subito aggressivo in riposta e ottenendo subito il break grazie anche a qualche errore di troppo del serbo. Il 38enne di Belgrado ha impiegato diversi game per carburare, dando spesso la sensazione di essere in affanno negli scambi prolungati, mentre Jannik si è concentrato sui suoi game di servizio e ha capitalizzato alla perfezione lo strappo piazzato nel secondo gioco. Decisivo soprattutto il rendimento in battuta dell’italiano, con Nole in tremenda difficoltà a vincere punti in risposta.
Il secondo set ha avuto un copione abbastanza sorprendente: Sinner ha aumentato il numero degli errori gratuiti e ha permesso al suo avversario di scappare nel punteggio grazie al break ottenuto nel quarto game. Questo inatteso scossone ha consentito al pubblico di entrare finalmente in partita e il serbo Novak ne ha tratto giovamento, confermando il vantaggio e conquistando un game pesantissimo sul 4-2 durato oltre sette minuti. Da quel momento il serbo non si è guardato più indietro, pareggiando i conti grazie anche all’86% di punti vinti con la prima. Per Jannik hanno pesato le chance non sfruttate nel quinto e nel settimo game.
Equilibrio serrato nel terzo parziale, con entrambi i giocatori determinati a non perdere il servizio e più cauti nei game di risposta. Il tiebreak sembrava essere la soluzione più ovvia per decidere questo set, ma il numero 2 del mondo è salito in cattedra sul 5-4 innalzando finalmente il suo livello. Il 24 volte vincitore Slam ha cancellato il primo set point con un pizzico di buona sorte (fuori di un soffio il dritto in corsa dell’azzurro), prima di capitolare qualche istante più tardi.
Chi pensava che Nole avrebbe subito il contraccolpo psicologico si sbagliava di grosso, anzi è stato proprio l’ex numero 1 del mondo a scattare meglio dai blocchi nel quarto piazzando il break in apertura. Djokovic ha continuato a servire come un treno per tutto il parziale, mentre Sinner ha dato la sensazione di essere più falloso del solito. Il campione in carica ha avuto due chance per il contro-break sul 3-4, ma Novak è stato ancora una volta impeccabile e non si è fatto pregare al momento di servire per il set. Situazione in perfetta parità dopo oltre 3 ore di battaglia.
Nel quinto e decisivo set è Jannik a partire meglio al servizio, concedendo appena un punto nei primi quattro turni di battuta. Se al servizio ha poco da recriminare l’altoatesino, lo stesso non si può dire sul rendimento in risposta: sono infatti cinque le palle break concesse da Djokovic tra il secondo e il quarto game, tutte non sfruttate dall’azzurro. Il primo momento chiave del parziale è il settimo gioco: nonostante un vantaggio di 40-15, il game finisce nuovamente ai vantaggi e sulla palla break in favore di Nole arriva l’errore di dritto da parte di Sinner che termina in corridoio, 4-3. Sinner avrebbe l’occasione di ricucire immediatamente lo strappo nel gioco successivo dove si è trovato sotto 0-40, ma su nessuna delle tre palle break ha avuto la reale possibilità di affondare il colpo anche grazie a una resistenza a oltranza da parte del serbo. Andato a servire per il match sul 5-4, Djokovic non sfrutta i primi due match point ed è costretto ancora una volta ai vantaggi, ma alla terza occasione utile arriva l’errore di rovescio da parte dell’altoatesino che chiude il match.


