Lo spagnolo giocherà in Qatar, ma intanto si è divertito con i test di Formula 1

Foto di Paul Zimmer

A Doha, al suo rientro nel tour dopo l’impresa di Melbourne, aspettiamoci un Alcaraz da… Formula 1. «Sì, sono stato ai test in Bahrain, una esperienza fantastica», dice il Nino, che martedì esordirà contro Rinderknech nel ‘500’ del Qatar. «Ho conosciuto di persona alcuni dei piloti e vedere l’intensità che mettono nei test, nel lavoro dietro le quinte è stato incredibile. Salire un giorno su una biposto di F.1? perché no, mi piacerebbe davvero sentire l’adrenalina che ti scorre dentro quando sei a bordo di una di quelle macchine superveloci».

Il ricordo dell’Australia è ancora presente, ma il numero 1 del mondo pensa al futuro: «Sì, vincere in Australia e completare il Grand Slam in carriera è stato fantastico, e ogni tanto ci torno con la mente, ma il tennis è fatto così, devi continuamente andare avanti, giocare un torneo dopo ‘altro, quindi ora il mio impegno è qui a Doha».

Ovviamente l’attesa di tutti è per una finale fra lui e Sinner, il match tanto atteso in Australia che un immenso Djokovic ha impedito. «Non mi sento né gratificato né stressato da queste attese», spiega Carlitos. «Ogni torneo, ogni match è diverso dall’altro. Jannik qui ha un tabellone non facile e io non mi sento mai già in finale in nessun torneo. Ovviamente l’obiettivo è quello, se arriverà ne sarò contento».

Il periodo di allenamenti a casa è stato proficuo. Ora si tratta di trasformare il lavoro in risultati. «Io e il mio team ci siamo messi degli obiettivi per questo torneo, perché bisogna sempre migliorare. Con Rinderknech mi aspetto un match duro, ma la sfida è sapere che oggi tutti vogliono prendermi, battermi, scoprire nuovi modi di affrontarmi. E io devo giocare di anticipo e cercare di entrare nelle loro menti per capire che cosa stanno studiando».