Lo spagnolo vince la lotta in tre set contro Dzumhur e diventa l’ottavo spagnolo a sollevare il trofeo del Croatia Open. “La top 10? Vedremo. Lavorerò tantissimo. Vincere il primo titolo è qualcosa di grande”

Foto di Yuri Serafini

Un posto speciale. Al Plava Laguna Croatia Open Daniel Merida conquista il suo primo titolo in carriera, confermando le grandi qualità espresse negli ultimi mesi. Il 21enne madrileno supera alla distanza il “veterano” Damir Dzumhur – 34 anni e n. 108 del mondo – con lo score di 6-2 5-7 6-2 in quasi due ore di gioco. Una partita cominciata sul velluto per Daniel ma che poi si è complicata per la grinta inesauribile del bosniaco che ha messo a dura prova il tennis ma, soprattutto, i nervi di Merida; questi diventa così l’ottavo tennista spagnolo a vincere a Umago e, a 21 anni e 10 mesi, è il più giovane vincitore del Croatia Open dopo Alcaraz (2021) e Sinner (2022). Daniel, attuale n. 82 del mondo, dal prossimo lunedì entrerà in top 60; è giunto alla finale battendo Sesko, Etcheverry, Droguet e Burruchaga senza perdere neanche un set. Ne ha concesso uno, come detto, solo in finale contro Dzumhur.

Ma come ci si sente dopo aver vinto il primo titolo in carriera? “Il primo titolo ATP è fantastico ed è una sensazione differente, è qualcosa di grande quando sei nel Tour, sono davvero felice” ha detto un emozionato Merida nella conferenza post-partita. Lo spagnolo, dicevamo, è l’ottavo tennista del suo paese a vincere ad Umago, tutti gli altri suoi connazionali sono grandi nomi del circuito e molti di loro hanno raggiunto la top 10. Un segno premonitore? “Penso di dover continuare a lavorare sodo, farò del mio meglio dando il 100% ogni giorno per raggiungere il massimo livello possibile. Per essere Top 10, certo, dovrò lavorare tantissimo”.

Ma cosa è successo nel secondo set? Si è trattato di un calo di energie o è stato il nervosismo a prendere il sopravvento? “Credo si sia trattato di entrambe le cose. Damir ha cominciato a giocare meglio ed io ero un po’ nervoso. Poi sono riuscito a recuperare e sono molto soddisfatto del livello espresso nell’ultimo set”. Dzumhur, nelle dichiarazioni alla stampa dopo la finale, ha sottolineato la grande freschezza e intensità del gioco di Merida, un’intensità mai incontrata con gli altri avversari nelle finali da lui disputate precedentemente: “Ho già giocato una finale due mesi fa e da quella sconfitta ho imparato che dovevo fare qualcosa di diverso, anche nel modo di colpire la palla” ha ammesso Daniel, sottolinando come abbia giocato in fiducia per tutta la settimana.

Alcaraz è stato l’ultimo spagnolo a vincere in Istria prima di Merida. Nessun messaggio da parte di Carlitos dopo la vittoria? “Ho visto sul telefono che ho ricevuto tantissimi messaggi ma non ho avuto il tempo di leggerli tutti. Ho sentito soprattutto la mia famiglia, mio padre, mia madre, mio fratello. Loro sono le persone più importanti per me e purtroppo non sono qui. E poi il mio coach, che questa settimana non è presente. Forse adesso non vorrà più venire con me!” ha scherzato Merida, “no, a parte gli scherzi, lui è fondamentale per me, viaggiamo sempre insieme e mi aiuta moltissimo”. I prossimi tornei? “Domani parto per Lisbona per giocare a Estoril e poi andrò in America per i prossimi Masters 1000”. Continua così, Daniel