di Lorenzo Ercoli - 12 maggio 2020

Pescosolido rovina il ritorno di Agassi al Foro: "Mi esaltai grazie al pubblico"

Stefano Pescosolido racconta l'impresa su Andre Agassi nell'edizione 1994 degli Internazionali d'Italia

Foto Adelchi Fioriti

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Nel giorno in cui sarebbero dovuti iniziare i match del tabellone principale degli Internazionali d’Italia 2020, iniziamo il nostro viaggio nei ricordi del Foro Italico. Con le parole dei protagonisti, ripercorriamo i momenti che hanno fatto grande il tennis azzurro sulla terra di Roma. L’edizione 1994 è particolarmente proficua per i tennisti di casa, Andrea Gaudenzi approda ai quarti di finale e Stefano Pescosolido si spinge al terzo round eliminando Andre Agassi, tornato nella capitale dopo due anni d’assenza.

Fino a quel momento Pescosolido aveva centrato tre volte il secondo turno agli Internazionali, senza spingersi mai oltre. La settimana prima della rassegna capitolina Stefano era riuscito a battere Marc Rosset in quel di Amburgo con il punteggio di 7-6 6-3, prima di cedere a Javier Sanchez. Di quel torneo non ha ricordi il tennista di Sora che però arrivò a Roma consapevole del buon sorteggio: Di Amburgo onestamente non ho ricordi, però a Roma pescai un ottimo primo turno contro Reneberg - rimembra Stefano che spiega anche il perché - Spesso nella carriera agli Internazionali ho trovato subito delle teste di serie, considerando il livello del torneo era un ottimo accoppiamento; specialmente perché Reneberg era un giocatore da cemento indoor”.

L’azzurro supera il primo turno con un agevole 6-3 6-4 e al secondo turno approccia Andre Agassi, vincente contro Tomas Carbonell al suo ritorno al Foro Italico (due anni di assenza dopo la sconfitta del 1991 contro Eric Jelen). Contro Agassi giocai il pomeriggio sul Pietrangeli, ai tempi era ancora il centrale dato che non era stato costruito lo Stadio centrale del tennis - ricorda Pescosolido che vuole però fare una precisazione - Devo aprire una parentesi per dire che Agassi in quel periodo giocava gli slam e i tornei americani principalmente, sulla terra europea spesso non veniva e quando lo faceva non otteneva grandi risultati; con l'eccezione del Roland Garros dove ci teneva a far bene. Quindi non era la sua miglior versione, però comunque vinsi contro un giocatore di grande livello”. Quel pomeriggio infatti dopo 1 ora e 58 minuti di gioco fu il tennista azzurro ad imporsi con il punteggio di 6-3 1-6 6-3, raggiungendo per la prima volta il terzo turno nel torneo di casa: Sapevo di avere delle chance, entrai bene nel match e mi esaltai con la spinta del pubblico riuscendo a fare il colpaccio - dice Stefano che affrontava l’americano per la prima volta - Fu la prima ed ultima volta che giocai con lui, non mi ci ero mai allenato e non l’ho fatto neanche negli anni a seguire”.

Lo stesso giorno in cui il tennista laziale fa l’impresa, in tabellone Michael Chang cade per mano di Jacco Eltingh. Dopo l’exploit si presenta così un’occasione ancor più ghiotta per lasciare il segno nella capitale, ma l’allora 22enne si arrese all’olandese in tre set dopo essere stato avanti nel punteggio. Ammetto di aver qualche rimpianto perché avevo una grossa chance per andare ai quarti di finale. Sulla terra in quel periodo i giocatori davvero proibitivi erano Muster, Bruguera ed altri terraioli; quindi un terzo turno contro Eltingh per me era ottimo perchè sul rosso non era irresistibile - analizza Pescosolido - Arrivai tranquillamente sopra di un set ed un break (6-4 4-2), ma non chiusi in due e nel terzo calai di testa. Purtroppo è stata un’occasione sprecata, mi sarebbe bastato giocare come nel match con Reneberg; ma purtroppo fallii la prova del nove quando mi resi conto di essere vicino ai quarti di finale”.

Per qualunque italiano giocare i quarti di finale agli Internazionali sarebbe speciale: io tra l’altro ero cresciuto in ciociaria, vivevo a Roma e giocavo al Parioli; quindi molti amici venivano a vedermi”. Sottolinea Pescosolido che ci lascia con un pensiero su ciò che significa il Foro per un italiano: “Roma per gli italiani è un torneo particolare, l’attesa sotto certi punti di vista ti sfinisce ed è una manifestazione che ti toglie energie nervose. Allo stesso tempo però è una favola, specialmente quando il pubblico ti trascina come successo a me contro Agassi”.

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