di Valerio Carriero
- 01 September 2020

Paire denuncia la 'Fake Bubble', Mladenovic 'imprigionata'

Benoit si sfoga su Instagram, Kiki nervosa: "Non mi è permesso di far nulla al di fuori della partita del torneo"

Foto Ray Giubilo 

La positività di Benoit Paire che ha scosso la vigilia degli Us Open continua a tenere banco a New York. Il transalpino, storicamente poco avvezzo alla diplomazia, ha rotto il silenzio nella serata di lunedì con una storia sul proprio profilo Instagram. "Al momento sto bene e non ho sintomi - assicura Benoit - ma faccio fatica a raccontare cosa succede realmente in questa finta bolla", con tanto di maiuscolo a sottolineare le parole 'fake bubble'. Una dichiarazione che rimette in discussione il protocollo in atto per permettere lo svolgimento del secondo Slam stagionale. Noah Rubin aveva già criticato la scelta di permettere a "undici giocatori" che erano stati a stretto contatto con il tennista di Avignone di prendere parte al torneo dopo l'esito negativo del tampone. "Sembra che sia bastato firmare dei nuovi documenti con regole più severe, è enorme la contraddizione con il caso Pella e Dellien - ha spiegato lo statunitense, fuori di pochi posti dal main draw e tra i più danneggiati dalla mancata cancellazione di altri tennisti - Ci sono tanti lavoratori che soggiornano nelle loro case e questo viola lo spirito della bolla".

Tra gli ultimi contatti di Paire prima del test positivo c'è anche Kristina Mladenovic. L'attuale numero 44 al mondo nel ranking Wta ha confermato di aver svolto una sessione d'allenamento e di aver poi giocato a carte col connazionale. All'esordio nel torneo ha battuto per 7-5 6-2 Hailey Baptiste, un match duro soprattutto dal punto di vista emotivo. "Negli ultimi due giorni sono successe tante cose, non so cosa posso dire o no - le sue parole nell'incontro con i giornalisti - Dopo la brutta notizia è diventato una sorta di incubo. Non ero sicura di poter giocare. Sono stata portata fuori dalla mia bolla, una sorta di bolla nella bolla. Non posso fare nulla, posso solo disputare il mio incontro. Non posso andare in palestra o fare altro in pubblico, sono completamente sola con mio fratello/coach". Kiki non gradisce questa nuova situazione in cui si è ritrovata catapultata. "Mi sono allenata un'ora con Paire, eravamo su due lati opposti del campo ma questo non viene considerato - sottolinea - poi abbiamo giocato per tre quarti d'ora a carte nella hall dell'hotel con altre persone ma avevamo tutti le mascherine".

La 'bolla dentro la bolla' è l'espressione utilizzata anche da Edouard Roger-Vasselin. Il doppista francese, intervista da L'Equipe, ha spiegato la sua nuova routine dopo la positività del connazionale. Dalla firma di un nuovo protocollo più stringente al divieto di utilizzare l'ascensore, una macchina privata per raggiungere Flushing Meadows, nessun accesso allo spogliatoio comune e l'obbligo di comunicare l'orario per i massaggi. "Posso vedere il mio compagno di doppio (Jurgen Melzer, ndr) solamente durante la partita. E poi non ci è stato detto ancora cosa accade in caso di sconfitta. Restiamo in quarantena? Così ci viene ancor di più voglia di vincere!", scherza Roger-Vasselin guardando il bicchiere mezzo pieno.

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