Redazione - 02 gennaio 2020

Kim Clijsters: "E' stata mia figlia Jada a dirmi che dovevo tornare a giocare"

In un'intervista al Daily Telegraph, la campionessa belga rivela il dietro le quinte del suo terzo debutto sul circuito. La rivedremo in campo a febbraio

Foto Ray Giubilo

Pare che la responsabile del misfatto sia Jada Lynch, la prima dei suoi tre figli che tutti ricordiamo, piccolissima, in campo durante la premiazione degli Us Open 2009.

«Mi stavo riscaldando con Venus prima di entrare in campo», ha raccontato Kim Clijsters in una lunga intervista al Daily Telegraph. «E Jada mi ha detto: ‘mamma, sembri 10 anni più vecchia di lei…’. ‘ Davvero? Grazie Jada!’, le ho risposto. Quando l’ho detto a Venus, anche lei è scoppiata a ridere». Però dopo aver visto la mamma in azione sul nuovo Campo Numero 1 di Wimbledon, lo scorso maggio, in occasione dell’inaugurazione del tetto, è arrivata la sentenza: «Mamma, devi tornare a giocare!». E così, a 36, anni mamma Clijsters, tre figli (Jada, 11 anni, Jack, 6 e Blake, 3) 41 tornei e 4 Slam vinti in carriera, dopo sette stagioni passate lontano dai campi, nello scorso settembre ha deciso che sì, si poteva fare.

La ex numero 1 belga avrebbe dovuto rientrare già a Melbourne fra una ventina di giorni, ma un piccolo fastidio al ginocchio le ha consigliato di rimandare il terzo debutto sul circuito (era già stata lontana dai campi fra il 2007 e il 2009 prima di ritirarsi di nuovo nel 2012): la rivedremo in azione a febbraio, quando grazie ad alcune wild card giocherà tre tornei Wta, compreso il combined di Indian Wells; e in primavera, probabilmente, anche a Parigi e Wimbledon.

«Quando ho commentato il tennis in tv agli Australian Open, e mi sono ritrovata così vicina alle partite, ho sentito che la passione si riaccendeva», ha spiegato. «Una volta tornata in Belgio ho chiesto al mio fisioterapista come avrebbe potuto reagire il mio corpo dopo tre gravidanze. A mio marito (l’ex cestista americano Bryan Lynch, ndr) invece ho detto: ‘ hai visto Venus, Serena e Roger? Credi che potrei provarci anch’io?’ Poi ne ho parlato Jada e Brian, e la cosa ha iniziato a montare lentamente».

Nel 2011 a Melbourne Kim aveva pareggiato il conto degli Slam vinti da mamma (tre) con Margaret Court, diventando anche la prima mamma a vincere uno Slam da tempi di Evonne Goolagong nel 1980 a Wimbledon. Difficilmente potrà migliorare il record, ma stavolta l’obiettivo è più modesto. «Voglio provare e vedere fin dove arrivo, è come una sfida che sento dentro di me. Magari non vincerò nemmeno una partita… In ogni caso sarà una cosa diversa dal passato, non giocherò tanti tornei, i bambini non viaggeranno molto con me quindi dovrò scegliere gli appuntamenti con attenzione e vedere come si incastrano con la scuola e gli esami. Potrei continuare due, tre, magari quattro anni, se resterò in forma, e vedere come reagisce il mo corpo».

L’unica remora, sostiene la Clijsters, è stato il pensiero dell’effetto che la faccenda potrebbe avere sulla sua famiglia. «Quando è uscita la notizia le tv sono comparse a scuola dai miei figli, e mi sono detta che fortunatamente sarebbe durato poco e avremmo potuto tornare in fretta ad una vita normale». Di tenniste con prole Kim sul circuito ne troverà peraltro parecchie, da Serena Williams a Vika Azarenka, da Tatjana Maria a Kateryna Bondarenko, da Sanja Mirza, anche lei di ritorno dopo una lunga pausa, a Evghenja Rodina, a Vera Zvonareva: il club delle mamme tenniste che non teme le sfide (e nemmeno il giudizio dei figli…).

L'intervista completa è stata pubblicata sul Daily Telegraph

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TUTTO SU ROGER, RAFA E NOLE