Daniil Medvedev: "Numero uno quest'anno? Quasi impossibile. Sono russo so come festeggiare"

Le parole di Daniil Medvedev dopo il trionfo agli Us Open, suo primo titolo slam in carriera

Foto Ray Giubilo

Alla terza occasione utile Daniil Medvedev ha conquistato il primo titolo slam della carriera ed è il nuovo campione degli Us Open. Il russo ha superato Novak Djokovic con il punteggio di 6-4 6-4 6-4 ed è entrato nel novero dei campioni major negando al rivale serbo di entrare nella storia con il Grande Slam: “Di solito io ed il mio coach parliamo di tattica per cinque o dieci minuti, sistemiamo piccole cose. Ci abbiamo messo trenta minuti per preparare la sfida con Djokovic, questo perché lui di partita in partita cambia modo di giocare ed anche in corsa sa adattarsi benissimo - spiega Daniil che poi aggiunge - Forse non era al suo meglio in questa finale, aveva tanta pressione. Io dal canto mio sapevo di dover servire bene e ho rispettato bene il mio piano partita. Non so come sarebbe andata se entrambi fossimo stati al massimo, ma alla fine è andata così e sono felice di aver vinto. D’altronde in Australia io a mia volta non feci la miglior partita della mia carriera”.

Festeggero di sicuro, i russi sanno come festeggiare, spero di non finire nei telegiornali”, ironizza nel corso della conferenza stampa il numero due del mondo che prosegue parlando del titolo: “Tutto ciò che accade per la prima volta è importante. Il mio primo titolo junior, così come il mio primo trionfo Future hanno significato molto per me. Sono molto contento di quel che ho fatto oggi e sono felice, non so cosa proverò in futuro se dovessi vincere un altro slam”. Daniil ha poi risposto ad una domanda sul ranking e sulla possibilità di andare in vetta alla classifica mondiale: 1400 punti mi separano da Novak, io ho da difendere i punti di Parigi Bercy e delle Nitto ATP Finals, credo sia quasi impossibile superarlo ora. Per quanto riguarda la programmazione sono rimasti Indian Wells, Parigi Bercy e Torino, spero di vincerli tutti ma è difficile. C’è anche Vienna ma è la stessa settimana di San Pietroburgo, non giocherò in casa e di certo non giocherò un altro evento la stessa settimana. Diventare numero uno del mondo non è il mio obiettivo principale adesso, ma sarebbe magnifico riuscirci in futuro”. A fine match ha rubato l’occhio l’esultanza di Medvedev, ispirata a FIFA e fatta non tanto per apparire, ma per rendere leggendario il momento: “Non l’ho fatta per i giornali, ma per rendere leggendario il momento per me e per i miei amici e le persone che mi amano. Si chiama esultanza del pesce morto e l’ho pensata quando ero a Wimbledon, perché se avessi vinto lì sarebbe stato brutto non esultare, quindi ho pensato a questa cosa”.

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