Caso Peng Shuai, la WTA non scende a compromessi. Steve Simon: "Pronti a sospendere i nostri tornei in Cina"

Le parole pronunciate alla CNN dal capo della WTA a seguito della scomparsa della tennista cinese Peng Shuai, che ha sconvolto il mondo intero

Continua il pugno duro della WTA contro il silenzio della Cina in merito alla sparizione della tennista Peng Shuai, ex numero 1 del mondo in doppio. Shuai è scomparsa ormai da più di due settimane, dopo le accuse di abusi sessuali che la giocatrice aveva rivolto all’ex Vice Premier cinese Zhang Gaoli.

In un'intervista alla CNN, Steve Simon, CEO e Chairman dell'associazione del tennis femminile, ha ribadito la sua posizione e ha confermato che nonostante tutti gli interessi commerciali che ha con la Cina, la WTA non è disposta a scendere a compromessi: "Siamo a un bivio nella nostra relazione con la Cina e nel nostro lavoro lì, non c’è dubbio. È qualcosa di molto triste, perché abbiamo instaurato relazioni molto importanti lì e sviluppato numerosi programmi che hanno portato tante ragazzine ad affacciarsi a questo sport col desiderio di diventare la nuova Li Na o la nuova Shuai Peng. Troppe volte però nel mondo odierno quando ci sono questi problemi facciamo in modo che i soldi, la politica e gli affari siano a decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, ma quando hai una ragazza che è disposta a fare quelle accuse sapendo perfettamente a che cosa sarebbe andata incontro, noi dobbiamo supportarla e chiedere giustizia. Dobbiamo cominciare, come comunità, a prendere decisioni basate su cosa è giusto e sbagliato. Punto. Non possiamo scendere a compromessi e siamo pronti a chiudere i nostri rapporti con la Cina e fronteggiare le conseguenze che ne verranno. Questo fatto è superiore ai nostri affari di lavoro".

Poi, sulla misteriosa mail attribuita a Peng: "Quando quella mail è stata divulgata dalla tv di stato cinese è divenuto chiaro che fosse una mail finta, sia che lei fosse stata costretta a farla o che qualcuno l’avesse scritta per lei. Non lo sappiamo, ma a questo punto non crediamo ci sia alcun cenno di verità. Noi non saremo a posto finché non avremo la possibilità di parlarle direttamente e farle sapere che siamo preoccupati per lei, che siamo pronti a fornirle aiuti in ogni modo in cui possa averne bisogno e che queste accuse devono essere investigate pienamente e senza alcun livello di censura".

Pechino ospiterà le Olimpiadi invernali del 2022, ma ancora nessuna reazione è arrivata dal Comitato Olimpico Internazionale, mentre continua la solidarietà sui social da parte dei più grandi nomi dello sport per sostenere Peng Shuai.

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