Caso Djokovic, da Djere a Lajovic: i serbi sono dalla parte del numero 1 del mondo

Interpellati sul caso Novak Djokovic, i tennisti connazionali di Nole hanno espresso tutta la loro vicinanza al numero 1

Foto Ray Giubilo

Era inevitabile, anche dopo l'inizio del torneo, il caso Djokovic rimane l'argomento più trattato in quel di Melbourne Park.

Se Nadal ha dichiarato di essere stanco di ricevere domande su Nole, i tennisti serbi hanno sfruttato i momenti in conferenza stampa per esprimere vicinanza al loro numero 1.

"Ho visto che alcuni ragazzi hanno sostenuto Novak. Molti tennisti di vertice no, ma forse dal loro punto di vista sanno che Novak è uno dei favoriti per il titolo, quindi hanno un ostacolo in meno in questo caso. Spero davvero che ogni giocatore possa partecipare ai tornei nel modo che ritengono sia migliore per loro" - ha affermato Dusan Lajovic.

Laslo Djere ha invece dichiarato: "Questa è una situazione completamente fuori controllo, anche gli australiani non sapevano cosa stessero facendo. Quando è stata presa la decisione finale, gli ho lasciato un messaggio per dirgli che mi dispiaceva che tutto fosse andato così.

Personalmente, sento che sarà più forte che mai dopo questo. È la nostra mentalità: quando cadiamo o veniamo trattati ingiustamente, ci rialziamo, lui in particolare".

"Tutto quello che è successo a Novak negli ultimi giorni ha sicuramente colpito tutti noi della Serbia" - ha invece detto Miomir Kecmanovic. "È chiaro che sono deluso dalla decisione delle autorità australiane. Penso che il tennis abbia perso molto con questo evento in Australia, perché non avere il miglior tennista del mondo è una perdita per lo sport, gli spettatori, tutti noi.

A prescindere dal fatto che Novak sia il miglior giocatore del mondo, il nove volte campione di Melbourne e che il sorteggio non sia stato a mio favore... aspettavo con impazienza di affrontarlo agli Australian Open. Sfortunatamente, quel desiderio non si è avverato e mi ha portato via la gioia".

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