L’Adria Tour parte in una bolla di festa: Djokovic, più divertimento che tennis contro Troicki

Novak Djokovic fa il debutto nella sessione diurna dell'Adria Tour. Il serbo regola l'amico Viktor Troicki, ma sul piano tennistico il match regala pochi spunti

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Foto Ray Giubilo 

Giudici di linea, raccattapalle, pubblico sugli spalti e poche mascherine: sulle sponde del Danubio il coronavirus sembra non essere mai arrivato. Mentre il mondo dello sport globale si è rassegnato alle porte chiuse, il Tennis Center Novak è una bolla in clima di festa, quello assaporato nella partita di calcio che ha accolto l’arrivo in Serbia di Thiem, Zverev e gli altri partecipanti. Al netto delle future e comprensibili polemiche, tre top ten impegnati lo stesso weekend sono quasi un’utopia dopo il lungo stop che ci ha costretto in casa. La partenza dell’Adria Tour, favorita a livello di ascolti dal rinvio per pioggia del day 1 dell’Ultimate Tennis Showdown, per il momento sorprende più per il contesto che per i valori visti in campo. Set al quattro e doppia sessione per i giocatori, questo il format della manifestazione che ha debuttato nella capitale serba e che farà poi tappa in Croazia (Zara), Montenegro e Bosnia-Erzegovina (Banja Luka e Sarajevo). L’ultimo evento, in programma il 5 luglio dovrebbe essere teatro della sfida tra Djokovic e Dzumhur.

Sembra di essere in un’altra dimensione, ma al verdetto del campo è difficile sfuggire. Dimitrov e Lajovic tutto sommato seppur ad intensità ridotta, portano a casa un bel match, vinto dal bulgaro con il parziale di 4-3 3-4 4-1. Toccata e fuga per Dominic Thiem, l’austriaco alle spalle ha già altri match ed è il favorito assoluto per fare en plein nel weekend. Per scoprire le sue reali condizioni bisognerà aspettare però la sessione serale dove affronterà Lajovic, la sfida contro Damir Dzumhur infatti giunge alla stretta di mano dopo due giochi. Il bosniaco dopo un paio di quindici chiede l’intervento del medico, prova a tornare in campo, ma rischiare in questo contesto ha poco senso ed opta per il ritiro.

Foto Ray Giubilo 

Si arriva così al momento clou del sabato, Novak Djokovic fa il suo ingresso in campo per affrontare l’amico Viktor Troicki. Il clima tra i due è disteso, forse anche troppo, con Troicki vittima sacrificale consapevole e quasi divertita. Nei primi game Nole toglie la ruggine, impatta qualche volta fuori tempo e si ritrova sotto 0-30 nel terzo gioco (1-1). Da quel momento la storia fa il suo corso naturale e non sorprende nessuno, i postumi dello stop prolungato e la superficie non fanno altro che accentuare una distanza incolmabile. Con il passare dei punti Djokovic prende confidenza, tiene lo scambio da fondo e spesso sorprende l’avversario chiamandolo a rete o risolvendo direttamente con il drop shot. Troicki non si danna troppo, il clima è goliardico in campo e sugli spalti, tant'è che l’ex numero 12 del mondo celebra con il pubblico una prima vincente sullo 0-40. L’inaspettata ed evitabile presenza dei raccattapalle, dà poi vita al cliché da esibizione per eccellenza con Troicki che nel secondo gioco del secondo parziale cede la racchetta ad una bambino. Ad onor del vero il ragazzo si destreggia anche bene alla luce della giovane età e si porta a casa un punto ben costruito contro un divertito Nole. Il match in sé al contrario, non ha più nulla da offrire come spettacolo ed indicazioni tattiche. In poco più di mezz'ora è 4-1 4-1 per Djokovic che sorride festeggiando il successo organizzativo del suo torneo. Le valutazioni sullo stato di forma del numero 1 del mondo sono invece rimandate agli appuntamenti con Thiem e Zverev.

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