Il bagel è la massima ambizione e la massima infamia nel tennis, si può afibbiare o subire. Scopriamone fenomenologia, record e aneddoti

Andarsene in bicicletta, beccarsi due uova, mettersi il cappotto o rimediare un doppio bagel. Il gergo del tennis è pieno di fantasia e di immagini, il risultato è sempre lo stesso: perdere 6-0 6-0. Il risultato più infamante per chi lo subisce, come è accaduto oggi – per la prima volta in carriera – a Daniil Medvedev. Neanche a Matteo Berrettini, autore dell’impresa, era mai riuscito a non concedere neppure un game in un incontro. Il termine ‘bagel’, secondo Harold Solomon, fu inventato da Bud Collins che definì ‘the bagel Twins’ lui e Eddie Dibbs, amico e compagno di doppio, che puntavano sempre al 6-0 nei loro match di doppio. Il bagel è variante americana del pretzel, alimento di origini ebraiche, proprio come ‘Solly’.
Ma ingoiare bocconi così amari è toccato a tanti, tantissimi, campioni compresi, senza distinzione di etnia, sesso e credo religioso. Numeri 1 compresi. Capitò a Jimmy Connors nel Wct di Forest Hills 1984 contro Ivan Lendl, a Martina Navratilova nel 1981 ad Amelia Island contro la sua carissima nemica Chris Evert. E persino al divo Federer, a cui toccò però da ragazzino, quando affrontò in un torneo under 10 il suo amico Reto Schmidl. Da professionista è stato SuperRog a cucinare diversi bagel ai colleghi, ad esempio a Gaston Gaudio durante il Masters del 2005. Anche se l’ultimo set che ha giocato in carriera, a Wimbledon nel 2021, è stato un indigestissimo 6-0 servitogli da Ubi Hurkacz.
I fan più attempati ricorderanno lo storico e crudelissimo 6-0 6-0 che Steffi Graf impose in appena 34 minuti alla povera Natalia Zvereva nel 1988 – l’anno del suo Golden Slam – a Parigi, i più freschi l’identico trattamento riservato l’anno scorso a Wimbledon da Iga Swiatek ad Amanda Anisimova. Il bagel del resto è una specialità di quella che è stata definita la Swiatek Bakery, il Forno Swiatek: la ex n.1 ne ha confezionati ben 8 in carriera (uno anche in finale a Roma contro la ceca Karolina Pliskova nel 2021) – probabilmente con farina ‘doppio zero’… – mentre Serena Williams è arrivata a 7. Per trovare il record assoluto in campo maschile bisogna risalire al grande Bill Tilden, che in una carriera lunghissima riuscì a cucinare 479 delizie del genere, delle quali , dei quali 11 addirittura tripli: 6-0 6-0 6-0.
Il triple bagel nella storia degli Slam ricorre appena 5 volte, l’ultima nel 1993, inflitto da Sergi Bruguera a Thierry Champion, mentre Corrado Barazzutti lo schivò di pochissimo contro Borg a Parigi nelle semifinali del 1978: 6-0 6-1 6-0. «Scusa se ti ho vinto un game», disse Corrado con grande autorironia, salutando a rete il grande rivale. In campo femminile guida la classifica delle ‘panettiere’ Suzanne Lenglen, con 14, a pari merito con Margaret Court, seguono proprio Chrissie con 13 ed Helen Wills con 10. Mentre a Yaroslava Shvedova nel terzo turno di Wimbledon 2012 riuscì un ‘cappotto’ totale, anzi un Golden set: 24 punti a zero contro la nostra Sara Errani, che pure era reduce dalla finale del Roland Garros.
Tornarsene a casa in bicicletta, tanto per variare la metafora, può capitare per caso, per una giornata storta, ma anche perché qualcuno te l’ha giurata. Nel 1934, tanto per citare un aneddoto famoso, nei quarto del Roland Garros Giorgio de Stefani riuscì a battere in quattro, lunghi set nientemeno che Fred Perry. Che però nel corso del match si era infortunato alla caviglia, e chiese all’avversario di risparmiargli scambi troppo faticosi. De Stefani però non capì, o non volle capire, e lo trascinò in estenuanti palleggi da fondo. «Benissimo, Giorgio, prossima volta non vincerai neppure un game», sibilò Fred al momento di stringergli la mano. E fu di parola: agli Australian Open del 1935 gli asportò 18 game filati, rischiando solo nel 17esimo quando dovette salvare due palle break sul 15-40. Le vendette, come è noto, vanno consumate fredde.

