In una intervista concessa a Sky Sport, il coach di Jannik ha parlato dei tanti progressi dell’altoatesino, utilizzando una metafora decisamente inusuale

Foto di Felice Calabrò

Tante parole si sono usate per provare a spiegare i miglioramenti di Jannik Sinner sul piano tecnico, dai puri tecnicismi ai discorsi più filosofici. E in mezzo a così tante parole, ci pensa Simone Vagnozzi, coach di Jannik, a provare a spiegare il tutto utilizzando una metafora tutta nuova. “Parlando con Jannik usiamo spesso l’esempio con la pasta al pomodoro – spiega Vagnozzi in un’intervista a Sky Sport – se metti troppo sale non va bene, se non ce ne metti non va bene. Bisogna sempre trovare le giuste quantità non bisogna stravolgere il suo gioco“. Un parallelo che spiega in maniera chiara il lavoro che Sinner sta svolgendo insieme al suo team: partendo da una solida base, cercare di introdurre elementi sempre nuovi. “Jannik è un attaccante da fondo campo, che tira e che fa punti da fondo campo, ma dentro il suo piano tattico bisogna mettere la palla corta, la discesa a rete, il servizio…”.

E in questo senso, progressi importanti si vedono sull’uso della palla corta e anche al servizio, fondamentale cresciuta in maniera importante rispetto allo scorso anno. “Sta capendo meglio il momento su dove utilizzare il drop shot e quando a seconda farla lungolinea o incrociata. Adesso inizia a giocarla anche di rovescio che è un colpo che può migliorare ancora. Jannik è il primo che si vuole migliorare è un giocatore in completa evoluzione sempre, anche perché se non hai una ragione per entrare in allenamento motivato diventa difficile trovare le motivazioni“.

Infine un punto sulla programmazione, che lo stesso Vagnozzi ha definito “flessibile”.  “Vediamo come procede questo torneo, Madrid è nel nostro calendario per il momento e sul lato fisico non credo che ci siano dubbi, il serbatoio è abbastanza pieno“.