Le parole dell’azzurro dopo l’esordio vincente a Roma

ROMA – Un break per set e la pratica Ofner è stata liquidata. «Era una partita non scontata, per essere ii debutto in un torneo sono contento del mio rendimento, consapevole che devo alzare il livello del gioco». Questo il giudizio di Jannik Sinner, giunto al 24° incontro vinto di fila, il 29° nei Masters “1000” (a -2 dal record di Djokovic) e il 31° in 33 partite giocate nel 2026. L’unico precedente con l’austriaco risaliva alla finale del Challenger di Ortisei del 2019, vinta da Jannik con punteggio quasi uguale, 6-2 6-4 e l’azzurro apre il taccuino dei ricordi. «Sei anni fa ero un ragazzo con tanti dubbi sul mio futuro da tennista, sicuramente non avrei mai pensato di poter arrivare dove sono adesso. Il 2019 mi ricorda l’ingresso tra i primi cento della classifica, il debutto qui a Roma con la vittoria su Johnson, infine il successo nel torneo della Next Gen». E adesso, dubbi non ne hai più?, gli chiedono. «Naturalmente adesso sono più consapevole delle mia forza ma dubbi ne ho ancora, fuori e dentro il campo. Sento la pressione come tutti, se non fosse così sarebbe meglio cambiare mestiere. Il mio obiettivo è sempre quello, arrivare a fine carriera pensando di aver dato tutto. Per questo voglio continuare a migliorare, anche solo nei dettagli. In questo momento stiamo lavorando molto sul servizio, che sulla terra battuta ha un peso diverso rispetto ai campi veloci. Il tennis è come un puzzle, devi mettere tutti le tessere al loro posto».
Una battuta sulle parole di Cobolli, stupito dall’intensità degli allenamenti di Jannik («le partite si vincono anche prima di scendere in campo. Se metti tanta voglia negli allenamenti, in campo ne trai vantaggio. E poi tra italiani c’è sempre competizione…») e chiusura sull’ambiente romano. «Purtroppo non vado in giro, solo hotel e Foro Italico. Però ogni volta mi colpisce l’affetto della gente, anche in allenamento. Ci sono tanti bambini in giro e questa è la cosa più bella. So fare l’amatriciana? Preferisco la carbonara…»

