L’azzurro non si accontenta e vuole spingersi ulteriormente a migliorare

PARIGI – E’ durata due ore e nove minuti la trentesima partita vinta di fila nel 2026, prima tappa dell’avventura che potrebbe portare Jannik Sinner a firmare la doppietta Roma-Parigi – mezzo secolo dopo Adriano Panatta – e a diventare il settimo uomo dell’era Open a realizzare il “Career Grand Slam”. Contro l’onesto Tabur, numero 171 del ranking, che a 26 anni giocava in un Grand Slam per la seconda volta nella carriera, il numero 1 del mondo ha disputato una buona partita, senza mai rischiare di perdere il servizio, con qualche impaccio imprevisto da metà del secondo set in poi, per finire con un clamoroso errore di volée sul primo dei cinque match point che gli sono stati necessari per chiudere la partita. D’altra parte, rubiamo le parole allo stesso Jannik, «il primo match in un torneo non è mai facile. In campo do sempre tutto perché non voglio avere rimpianti, sono contento della mia prova, come sono molto felice di essere tornato qui, questo è un posto molto speciale per me. La pressione? C’è sempre, per tutti, c’è anche nel vostro lavoro, immagino. Io la sento ma cerco di viverla con tranquillità». Cahill e Vagnozzi hanno detto nei giorni scorsi di avere dovuto insistere per fermare i suoi allenamenti, perché Sinner avrebbe voluto continuare ancora a lungo… «Conoscete la mia passione per questo sport – ha detto Jannik – mi piace giocare, amo stare in campo, ho anche imparato a farmi piacere la palestra. E’ giusto però che ci sia qualcuno che mi indichi bene cosa fare, anche il riposo è fondamentale». Poi lancia un messaggio che non piacerà ai suoi avversari. «A 24 anni sento che la mia crescita non è ancora completa. Secondo me, almeno fino ai 27-28 anni si può migliorare, si può lavorare su tante cose. Se pensiamo poi a come Federer, Nadal e Djokovic sono progrediti in età avanzata… Io sono consapevole dei miei progressi, ma voglio ancora lavorare per diventare un giocatore migliore». Gli chiedono se ha mai sognato nei tempi recenti di vedere interrotta la sua serie d’oro nei grandi tornei, la risposta arriva in puro stile Sinner: «Io non sogno mai».
Tra due giorni Jannik tornerà in campo contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56 del mondo, anche lui classe 2001 ma di tre mesi più anziano, uno specialista della terra battuta meno noto del fratello Francisco (numero 26). E’ imbattuto da sei partite perché, dopo aver perso dal cileno Garin nel primo turno di Roma, ha vinto il Challenger di Bordeaux e oggi ha superato in tre set il britannico Fearnley, Un solo precedente con Jannik, che ha vinto nel 2023 a Wimbledon con un triplo 6-2. Un chiaro indizio per il risultato di giovedì…

