A Sinner è servita tutta la sua esperienza, il coraggio e un pizzico di follia per venire a capo dei due combattuti tie-break contro Fonseca

Ideato dallo statunitense Jimmy Van Alen, illuminato dirigente sportivo del Rhode Island, il tie break è entrato ufficialmente in vigore agli sgoccioli degli anni’60 col fine ultimo di dare un taglio alle lungaggini dei set a oltranza. Accolto dai puristi del gioco al pari di un’entrata a gamba tesa sulla forza della tradizione, col tempo il game anomalo si è ampiamente riscattato, fino a divenire un indicatore attendibile circa le qualità risolutive in dote ai più navigati del circuito maggiore. Un momento della verità in cui coraggio e adrenalina finiscono spesso per convergere in uno stesso punto e dare vita a numeri di ordinaria follia.
Cosicché, quando iersera a Indian Wells scorrevano le prime ombre di un sereno crepuscolo californiano, il buio più fitto avvolgeva il Vecchio Stivale, tenuto appeso alle immagini di due temibili set point maturati nel tie-break del primo da un Jao Fonseca a tratti incontenibile.
Un istante preciso in cui, al di là della rete, Jannik Sinner trovava il guizzo giusto per pescare dal cilindro bianchi conigli capaci di fare profitto e avere la meglio sul pericoloso carioca.
Una prova cristallina, quella del sudamericano, proseguita anche nel secondo parziale quando, senza esclusione di colpi, il match finiva per issarsi sul crinale di un ulteriore tie-break .
Un nuovo stralcio di gioco in cui il giovane brasileiro mostrava stoffa raffinata da futuro top-ten, possibile incomodo per i primi della classe.
C’è voluto il Sinner dell’erba londinese per avere ragione di quel teenager dalle mille certezze, per nulla intimidito da un avversario tanto avvezzo al tiebreak da vincerne 16 su 19 disputati nell’anno alle spalle. Una sconfitta la sua, che per quanto mostrato suona come una vittoria, se non altro per lo spettacolo offerto al grande pubblico. Quanto al nostro portabandiera, Jannik è atteso da tale Learner Tien, americano ventenne della west coast, mancino e ottimo incontrista. Solo a posteriori sapremo se il tie-break avrà avuto ruoli nell’esito finale del match. Per intanto non ci resta che benedire il Dott.Van Alen per un’intuizione che ha visto il gioco divenire più snello e il nostro miglior tennista farne buon uso.

