Le parole in conferenza stampa del n.1 del mondo dopo la vittoria in scioltezza con Popyrin

ROMA – Dunque anche Sinner può commettere un (piccolo) errore, anche Jannik è umano e si dimentica qualcosa. Oggi per esempio, dopo aver travolto il malcapitato Popyrin, ha detto in campo, al microfono di Nargiso, di non aver mai incontrato l’avversario di domani, quell’Andrea Pellegrino che da numero 155 del mondo sta infiammando il Foro Italico. Però un precedente tra i due c’è: nella finale del 2019 di Santa Margherita di Pula (torneo ITF da 25.000 dollari di montepremi) l’attuale numero 1 del mondo – allora fuori dai primi trecento – superò per 6-1 6-1 il ventiduenne ragazzo di Bisceglie. «Ho totalmente perso quella partita lì – le sue parole a Sky – avevo detto che non ci siamo mai allenati, mai giocato, quindi l’ho proprio persa…». In conferenza stampa ha definitivamente corretto il tiro. «Sono felice per Andrea, perché credo che stia lavorando tantissimo e si meriti questo risultato, ci siamo incontrati da giovani e ci ritroviamo da professionisti, ognuno ha fatto la sua strada. Per me è indifferente giocare con un italiano o no (d’altra parte ha vinto tutti e 18 i derby giocati nel circuito maggiore, ndc), io resto concentrato sul mio gioco, questo incrocio però è una conferma del grande momento del nostro tennis, siamo in tanti a lottare. Pellegrino ha già vinto tanti incontri al Foro Italico, è un avversario forte, solido, preparerò bene la partita».
La trentesima vittoria di fila nei Masters 1000 – superato Federer, a -1 dal record di Djokovic – non scalfisce la sua ormai riconosciuta umiltà («certi paragoni non reggono, quei tre (Djokovic, Federer e Nadal, ndc) sono la leggenda del tennis, lasciamoli stare», Sinner resta impassibile anche quando gli si fa notare la programmazione affollata di tornei. Giocare a Madrid era proprio necessario? «Con il team ci abbiamo pensato e la risposta, con l’obiettivo di arrivare bene in forma a Parigi, è stata affermativa. Giusto o sbagliato, lo scopriremo solo dall’esito del Roland Garros». Chiusura sul clamoroso affetto dei tifosi che lo circonda giorno dopo giorno qui a Roma. «Confesso che mi stupisce ancora vedere quanta gente mi segue. Dopo la mia prima vittoria in uno Slam (in Australia nel 2024, ndc) mi sono reso conto che qualcosa era cambiato, che l’attenzione nei miei confronti era aumentata. Questo tipo di notorietà non mi dà fastidio, riesco a gestirla bene. Sono solo attento a proteggere la mia famiglia, questo si».

